La solidarietà veste i malati oncologici

Sapere che ci sono persone che, oltre a interessarsi ai nostri progetti, ci propongono anche di scriverne, ci rende orgogliosi del nostro lavoro.

Grazie all'imprenditrice Elena D'Aquanno per questo articolo! 

 

Sostenere e incoraggiare i giovani affetti dalla malattia attraverso la realizzazione di indumenti e oggetti personalizzati, offrendo loro speranza nella lotta contro il cancro, questo è stato  lo scopo della prima edizione del progetto “La bellezza che salva”.

L’iniziativa, promossa dal CSV del Trentino insieme alle associazioni Lilt e Fondazione Hospice, ha coinvolto 63 studenti di due istituti di Trento, il Centromoda Canossa e il liceo artistico Alessandro Vittoria, che si sono dedicati alla progettazione e alla decorazione dei prodotti. Successivamente, anche gli studenti dell’Istituto Artigianelli per le Arti Grafiche hanno voluto dare il loro contributo. In questo percorso di crescita e volontariato i ragazzi hanno avuto modo di esprimere la loro creatività, mettendola a disposizione dei coetanei colpiti dalla malattia oncologica.

I giovani volontari, preparati mediante incontri di sensibilizzazione su temi particolarmente delicati, hanno risposto con entusiasmo progettando capi e accessori studiati appositamente per le esigenze dei pazienti. Sono nate così felpe a collo alto per coprire le cicatrici o con fori per favorire il passaggio di cannule per la somministrazione dei farmaci, e ancora maniche staccabili per la termoregolazione alterata. Anche gli accessori decorati in maniera simbolica e motivante si rivelano strumenti utili per vivacizzare le complicate giornate dei malati: copricapi, foulard, sacche porta drenaggi o porta urina, e cuscini colorati per arredare le camere degli hospice. 

L’idea, che unisce inventiva, design e volontariato, trae ispirazione dalla famosa frase dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. Di sicuro, la partecipazione degli studenti capaci di accostarsi al dolore di altri giovani come loro, mettendoci cuore e competenze, dimostra che l’arte, fautrice di bellezza, riesce a unire e può lenire le ferite dell’anima.
Immedesimarsi nel dolore dell’altro e comprenderne i bisogni significa tessere una rete invisibile, quasi una sorta di protezione per aiutare chi soffre a uscire dal buio seppur per qualche attimo.

L’iniziativa fa parte delle attività di “Scuola - volontariato” che il CSV Trentino porta avanti da diversi anni per spingere i giovani a impegnarsi all’interno delle associazioni. 
Il prossimo obiettivo è individuare aziende del territorio disposte a investire nel progetto per finanziare la produzione dei capi progettati dai ragazzi. L’augurio è che il mondo imprenditoriale non resti a guardare, ma si ponga in prima linea per supportare idee virtuose e  innovative di alto valore umano, proprio come questa.
 

Pubblicato il: 05/09/2022