
“Jobs Act”: innalzato il limite di utilizzo dei voucher
Tra le tante novità introdotte dalla recente riforma del diritto del lavoro (cosiddetto “Jobs Act”), e che possono particolarmente interessare le associazioni, vi è l’innalzamento del limite massimo fino a cui è possibile utilizzare lo strumento dei voucher.
Cosa sono i voucher
I voucher (o “buoni lavoro”) sono uno strumento di pagamento che i datori di lavoro (committenti) possono utilizzare per retribuire prestazioni di lavoro accessorio, cioè quelle prestazioni di lavoro svolte al di fuori di un normale contratto di lavoro, in modo discontinuo e quindi occasionale.
Il vantaggio per il datore di lavoro è la possibilità di beneficiare di prestazioni lavorative nella completa legalità, con copertura assicurativa Inail per eventuali incidenti sul lavoro; il prestatore di lavoro può invece integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.
Chi può utilizzarli
I datori di lavoro possono essere anche associazioni ed altri enti senza scopo di lucro, i quali molto spesso utilizzano questo tipo di strumento per retribuire i loro collaboratori.
I prestatori di lavoro che possono essere retribuiti con voucher sono, in particolare:
pensionati;
disoccupati;
studenti;
percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (ad esempio, cassintegrati, lavoratori in mobilità, titolari di indennità di disoccupazione);
lavoratori subordinati (a tempo pieno o part-time): anch’essi possono percepire voucher ma, ovviamente, non dal proprio datore di lavoro;
lavoratori autonomi e lavoratori del settore pubblico.
Qual è il valore dei voucher
I voucher sono orari e il valore minimo di essi è di 10 euro: ciò significa che il compenso orario che un datore di lavoro garantisce al prestatore retribuito con voucher non può essere inferiore a 10 euro lordi.
All’interno dei 10 euro vi rientrano il compenso netto a favore del prestatore (7,50 euro), la contribuzione in favore della Gestione separata dell’Inps (1,30 euro), la quota assicurativa Inail (0,70 euro) e un contributo destinato alla gestione del servizio (0,50 euro).
Le modifiche apportate dal “Jobs Act”
Il Decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 (che ha riformato la materia dei contratti di lavoro) ha innalzato il limite annuale dei compensi che ogni singolo prestatore di lavoro può ricevere tramite lo strumento dei voucher, portandolo da 5050 euro a 7000 euro.
Ciò significa che ogni prestatore di lavoro può ricevere, nel periodo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre, non più di 7000 euro netti (9333 lordi): se anche egli avesse più rapporti di lavoro accessorio con diversi committenti il limite complessivo rimarrebbe comunque sempre di 7000 euro.
Un limite diverso vi è invece per i lavoratori che percepiscono misure integrative del salario o di sostegno al reddito, i quali possono essere retribuiti con voucher fino ad un limite di 3000 euro netti all’anno (4000 lordi) in relazione alla totalità dei committenti.
Nonostante la riforma abbia inteso rendere maggiormente accessibile il lavoro accessorio (che può rappresentare una possibilità importante, specie in un periodo storico caratterizzato da una forte disoccupazione), non va dimenticato che esso può essere utilizzato solamente per prestazioni che hanno un carattere saltuario e occasionale, non stabile. A riprova di quanto appena detto vi è il fatto che i voucher si possono attivare solamente se il periodo lavorativo indicato dal datore di lavoro non supera i 30 giorni: nel caso di utilizzo dei voucher superiore a 30 giorni la prestazione potrebbe essere considerata di fatto in nero fin dall’inizio, e dunque soggetta a trasformazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ed alle sanzioni previste per il lavoro irregolare.
Dove si acquistano
Le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro possono acquistare i voucher:
tramite la procedura telematica Inps;
presso i tabaccai aderenti alla convenzione Inps-Fit
presso le banche abilitate;
presso gli uffici postali di tutto il territorio nazionale.
Per saperne di più sullo strumento dei voucher è possibile visitare il sito dell’Inps alla sezione “buoni lavoro”.
A cura di Daniele Erler
Per informazioni:
Daniele Erler
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