
Aggiornamenti sullo stato della riforma del Terzo Settore
Sperando che abbiate trascorso (o stiate ancora trascorrendo) delle buone vacanze, con questa prima newsletter che pone fine alla pausa estiva vogliamo aggiornarvi su quale sia lo stato attuale della riforma del Terzo settore.
Ne abbiamo parlato l’ultima volta nella Newsletter n. 9 dello scorso 14 aprile: a quel tempo, la Camera dei Deputati aveva appena approvato il testo del disegno di legge delega che autorizza il Governo ad adottare i decreti legislativi di attuazione, con i quali si provvede:
a) alla revisione del codice civile in tema di enti senza scopi di lucro;
b) alla revisione organica della disciplina tributaria degli enti del Terzo settore;
c) alla revisione della disciplina sull’impresa sociale;
d) alla revisione in materia di servizio civile nazionale.
Affinché il testo della delega diventi legge dello Stato a tutti gli effetti è però necessaria anche l’approvazione del Senato, in cui il provvedimento è arrivato il 20 aprile scorso e dove è fermo in Commissione Affari costituzionali.
La Commissione, complice anche la pausa estiva, ha fatto slittare al 7 settembre il termine per presentare gli emendamenti al testo approvato dalla Camera.
Alcuni esponenti del mondo non profit hanno messo in luce come ben difficilmente il Senato potrà procedere all’esame del testo ed approvarlo entro la fine del 2015 vista la contemporaneità di altre riforme ben più cruciali e decisive per il Governo, su tutte la riforma della Costituzione. Ciò ha messo in apprensione molti addetti ai lavori, che ormai da anni sollecitano una riforma organica del Terzo settore e che erano fiduciosi di veder approvata non solo la legge delega ma anche i decreti attuativi entro la fine del 2015.
Data l’importanza della riforma non solamente per il mondo del non profit ma per il nostro sistema economico nel complesso (ricordiamo infatti che il Terzo Settore rappresenta il 3,4% del P.I.L. nazionale, dando lavoro a mezzo milione di persone e coinvolgendo quasi 5 milioni di volontari), sarebbe comunque auspicabile e quanto mai opportuno che il Parlamento approfondisca ulteriormente la questione laddove ce ne fosse il bisogno, sentendo le opinioni dei soggetti interessati e cercando in tal modo di migliorare il testo uscito dalla Camera.
Poco importa se ciò dovesse far slittare temporalmente l’approvazione di una riforma che, sia chiaro, è di vitale importanza per il mondo del non profit e sulla quale non si può più tergiversare: è però a nostro avviso più importante fornire al Governo una delega che contenga delle indicazioni e dei principi chiari, logici e coerenti, e che vada realmente ad adeguare la normativa ai bisogni odierni del Terzo Settore e all’evoluzione che l’economia sociale ha avuto negli ultimi anni.
A cura di Daniele Erler
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