
Culturability- Rigenerare spazi da condividere
Fondazione Unipolis
15 April 2016
culturability@fondazioneunipolis.org
39 051 6437601
La Fondazione Unipolis indice il bando nazionale “culturability – rigenerare spazi da condividere” per sostenere progetti innovativi in ambito culturale e creativo che favoriscano processi di rigenerazione, recupero e rivitalizzazione di spazi dismessi o, al momento, con altre destinazioni d’uso.
La rinascita e il riuso dei “vuoti” urbani e non, di edifici, siti industriali, aree abbandonate o sottoutilizzate a partire dalla cultura e dalla creatività, è un tema di rilevante attualità, che sta assumendo una dimensione quantitativa e qualitativa importante. Da un lato, una disponibilità crescente di spazi dovuta, oltre che alla crisi economica, ai processi di cambiamento e trasformazione dei processi produttivi, assieme all’affermarsi di una diversa concezione delle città; dall’altro lato, la crescita di spazi ibridi che presentano una vocazione culturale e creativa innovativa, diventano occasioni di nuova socialità e di percorsi partecipativi dal basso. In molte di queste iniziative, la cultura può rappresentare il punto di partenza per avviare progettualità dal forte impatto sociale, con processi di collaborazione e co-progettazione tra cittadini, organizzazioni private e istituzioni pubbliche. Nonostante la crescente diffusione di queste esperienze, sono ancora molti i limiti di questa tendenza, soprattutto per le difficoltà di coordinamento, nella creazione di rapporti efficaci di partnership con il pubblico e la capacità di assicurare loro una effettiva sostenibilità economica nel tempo. È sulla base di questo insieme di valutazioni che Fondazione Unipolis indice un bando che si propone di intercettare e supportare proposte e progetti che abbiano come obiettivo queste nuove modalità di fare cultura nei diversi territori del Paese.
Al bando possono partecipare: organizzazioni non profit, cooperative culturali e sociali, imprese private che operano in campo culturale ricercando un impatto sociale, reti di partenariato fra questi soggetti, team informali, composti prevalentemente da giovani under 35.
Fondazione Unipolis mette a disposizione risorse per complessivi 400 mila euro, articolate in contributi di natura economica per lo sviluppo dei progetti selezionati, erogazione di servizi di formazione e accompagnamento per l’empowerment dei team proponenti, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto.
La call è aperta dal 15 febbraio al 15 aprile 2016. Tra le proposte pervenute saranno selezionati 15 progetti che beneficeranno di una prima fase di attività di formazione, incontri e mentoring. A seguito della presentazione di un ulteriore e più completo dossier, tra questi 15 verranno infine selezionati 5 progetti, che beneficeranno di un ulteriore percorso di accompagnamento individuale e di un contributo economico a fondo perduto di 50 mila euro ciascuno, per implementare le attività proposte per lo sviluppo del progetto di rigenerazione. Altri 150 mila euro saranno utilizzati per realizzare le attività di formazione e i percorsi di accompagnamento individuale; garantire i rimborsi spese ai partecipanti per prendere parte alle attività di supporto.
La rinascita e il riuso dei “vuoti” urbani e non, di edifici, siti industriali, aree abbandonate o sottoutilizzate a partire dalla cultura e dalla creatività, è un tema di rilevante attualità, che sta assumendo una dimensione quantitativa e qualitativa importante. Da un lato, una disponibilità crescente di spazi dovuta, oltre che alla crisi economica, ai processi di cambiamento e trasformazione dei processi produttivi, assieme all’affermarsi di una diversa concezione delle città; dall’altro lato, la crescita di spazi ibridi che presentano una vocazione culturale e creativa innovativa, diventano occasioni di nuova socialità e di percorsi partecipativi dal basso. In molte di queste iniziative, la cultura può rappresentare il punto di partenza per avviare progettualità dal forte impatto sociale, con processi di collaborazione e co-progettazione tra cittadini, organizzazioni private e istituzioni pubbliche. Nonostante la crescente diffusione di queste esperienze, sono ancora molti i limiti di questa tendenza, soprattutto per le difficoltà di coordinamento, nella creazione di rapporti efficaci di partnership con il pubblico e la capacità di assicurare loro una effettiva sostenibilità economica nel tempo. È sulla base di questo insieme di valutazioni che Fondazione Unipolis indice un bando che si propone di intercettare e supportare proposte e progetti che abbiano come obiettivo queste nuove modalità di fare cultura nei diversi territori del Paese.
Al bando possono partecipare: organizzazioni non profit, cooperative culturali e sociali, imprese private che operano in campo culturale ricercando un impatto sociale, reti di partenariato fra questi soggetti, team informali, composti prevalentemente da giovani under 35.
Fondazione Unipolis mette a disposizione risorse per complessivi 400 mila euro, articolate in contributi di natura economica per lo sviluppo dei progetti selezionati, erogazione di servizi di formazione e accompagnamento per l’empowerment dei team proponenti, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto.
La call è aperta dal 15 febbraio al 15 aprile 2016. Tra le proposte pervenute saranno selezionati 15 progetti che beneficeranno di una prima fase di attività di formazione, incontri e mentoring. A seguito della presentazione di un ulteriore e più completo dossier, tra questi 15 verranno infine selezionati 5 progetti, che beneficeranno di un ulteriore percorso di accompagnamento individuale e di un contributo economico a fondo perduto di 50 mila euro ciascuno, per implementare le attività proposte per lo sviluppo del progetto di rigenerazione. Altri 150 mila euro saranno utilizzati per realizzare le attività di formazione e i percorsi di accompagnamento individuale; garantire i rimborsi spese ai partecipanti per prendere parte alle attività di supporto.
Il bando è aperto a progetti innovativi nel settore culturale e creativo che, attraverso la riqualificazione e riattivazione di spazi fisici, pubblici o privati (urbani e non, dismessi, sotto utilizzati, con una destinazione d’uso diversa da quella culturale), si propongano di mettere questi luoghi a disposizione delle comunità territoriali, generando un impatto sociale positivo e creando occasioni di rigenerazione urbana a vocazione culturale e di sviluppo, favorendo processi e percorsi di collaborazione e cittadinanza, soprattutto giovanile.
A) PROGETTI PRESENTATI DA SINGOLE ORGANIZZAZIONI
Il bando è aperto alle organizzazioni senza scopo di lucro (associazioni, comitati, fondazioni, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, associazioni di promozione sociale, cooperative culturali e sociali, imprese sociali, altre ONLUS non ricomprese in questo elenco), alle imprese private che operano nel settore culturale orientate a produrre significativi impatti sociali per la collettività. Tale orientamento deve essere esplicitato nella missione imprenditoriale e comunque dimostrato dalle attività pregresse, delle quali viene richiesta documentazione.
Per accedere al bando, questi soggetti devono avere sede in Italia e possedere un Organo di Gestione (Consiglio di Amministrazione o Consiglio/Comitato Direttivo) costituito in maggioranza assoluta (50% più uno) da membri fra i 18 e i 35 anni non compiuti entro la data di chiusura della call (15 aprile 2016). A tale proposito, nella fase iniziale del bando è sufficiente un’autocertificazione, mentre nella fase di pre-selezione verranno effettuate ulteriori verifiche e, in caso di falsa dichiarazione, il progetto verrà escluso.
B) PROGETTI PRESENTATI IN PARTNERSHIP
Possono partecipare al bando anche reti di soggetti che presentino un progetto in partnership, anche con soggetti che abbiano sede all’estero. Per progetto in partnership, si intende un intervento realizzato congiuntamente da un soggetto “capofila” e da una o più organizzazioni “partner”, che partecipino attivamente alle iniziative previste
Nel form di partecipazione al bando è necessario indicare il soggetto capofila, che dovrà necessariamente essere in possesso degli stessi requisiti indicati per le organizzazioni elencate nel paragrafo 3A. I partner possono invece avere natura giuridica differente (per esempio enti pubblici, università, etc.), avere sede all’estero e a loro non è richiesto il requisito anagrafico (prevalenza nell’Organo di Gestione di membri under 35).
Il capofila assume il coordinamento di tutte le attività del progetto; ha poteri di rappresentanza dei partner; in caso di selezione per il presente bando, è il destinatario del contributo ed è responsabile del corretto trasferimento delle somme di pertinenza ai singoli partner; è il principale referente per aggiornamenti e rendicontazione da presentare a Fondazione Unipolis. Il partner partecipa assiduamente alle attività del progetto e non va confuso con altri soggetti fornitori o finanziatori.
È necessario presentare un accordo di partenariato, ossia un documento che formalizzi la relazione fra i soggetti partner. L’accordo deve essere sottoscritto dai rappresentanti legali dell’ente capofila e da tutti i partner. Al suo interno devono essere chiariti: l’ambito, l’oggetto e la durata dell’accordo; gli impegni e i ruoli del capofila e di ogni singolo partner.
Saranno privilegiati i progetti presentati in partnership, nati dalla collaborazione fra soggetti diversi, che vedano il coinvolgimento di istituzioni ed enti pubblici, soprattutto nell’ambito del territorio di intervento, anche non formalmente in rete, ma coinvolti nell’attuazione del progetto (si veda il paragrafo 6 relativo ai criteri di valutazione).
C) PROGETTI PRESENTATI DA TEAM INFORMALI
La partecipazione è aperta anche a team informali purché, in caso di accesso alla selezione finale, ci sia un dichiarato e formale impegno a costituirsi giuridicamente in una organizzazione che risponda ai requisiti indicati nel punto 3A. Anche nel caso di team informali, deve essere garantita una maggioranza assoluta (50% più uno) di componenti di età compresa fra i 18 e i 35 anni, non compiuti entro la data di chiusura della call (15 aprile 2016).
Ogni soggetto proponente potrà presentare al massimo un progetto, sia esso partecipante in qualità di ente capofila o di partner. Fanno eccezione gli enti pubblici (ministeri, amministrazioni locali, università, etc.) che possono essere partner di più progetti.
Il bando è aperto alle organizzazioni senza scopo di lucro (associazioni, comitati, fondazioni, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, associazioni di promozione sociale, cooperative culturali e sociali, imprese sociali, altre ONLUS non ricomprese in questo elenco), alle imprese private che operano nel settore culturale orientate a produrre significativi impatti sociali per la collettività. Tale orientamento deve essere esplicitato nella missione imprenditoriale e comunque dimostrato dalle attività pregresse, delle quali viene richiesta documentazione.
Per accedere al bando, questi soggetti devono avere sede in Italia e possedere un Organo di Gestione (Consiglio di Amministrazione o Consiglio/Comitato Direttivo) costituito in maggioranza assoluta (50% più uno) da membri fra i 18 e i 35 anni non compiuti entro la data di chiusura della call (15 aprile 2016). A tale proposito, nella fase iniziale del bando è sufficiente un’autocertificazione, mentre nella fase di pre-selezione verranno effettuate ulteriori verifiche e, in caso di falsa dichiarazione, il progetto verrà escluso.
B) PROGETTI PRESENTATI IN PARTNERSHIP
Possono partecipare al bando anche reti di soggetti che presentino un progetto in partnership, anche con soggetti che abbiano sede all’estero. Per progetto in partnership, si intende un intervento realizzato congiuntamente da un soggetto “capofila” e da una o più organizzazioni “partner”, che partecipino attivamente alle iniziative previste
Nel form di partecipazione al bando è necessario indicare il soggetto capofila, che dovrà necessariamente essere in possesso degli stessi requisiti indicati per le organizzazioni elencate nel paragrafo 3A. I partner possono invece avere natura giuridica differente (per esempio enti pubblici, università, etc.), avere sede all’estero e a loro non è richiesto il requisito anagrafico (prevalenza nell’Organo di Gestione di membri under 35).
Il capofila assume il coordinamento di tutte le attività del progetto; ha poteri di rappresentanza dei partner; in caso di selezione per il presente bando, è il destinatario del contributo ed è responsabile del corretto trasferimento delle somme di pertinenza ai singoli partner; è il principale referente per aggiornamenti e rendicontazione da presentare a Fondazione Unipolis. Il partner partecipa assiduamente alle attività del progetto e non va confuso con altri soggetti fornitori o finanziatori.
È necessario presentare un accordo di partenariato, ossia un documento che formalizzi la relazione fra i soggetti partner. L’accordo deve essere sottoscritto dai rappresentanti legali dell’ente capofila e da tutti i partner. Al suo interno devono essere chiariti: l’ambito, l’oggetto e la durata dell’accordo; gli impegni e i ruoli del capofila e di ogni singolo partner.
Saranno privilegiati i progetti presentati in partnership, nati dalla collaborazione fra soggetti diversi, che vedano il coinvolgimento di istituzioni ed enti pubblici, soprattutto nell’ambito del territorio di intervento, anche non formalmente in rete, ma coinvolti nell’attuazione del progetto (si veda il paragrafo 6 relativo ai criteri di valutazione).
C) PROGETTI PRESENTATI DA TEAM INFORMALI
La partecipazione è aperta anche a team informali purché, in caso di accesso alla selezione finale, ci sia un dichiarato e formale impegno a costituirsi giuridicamente in una organizzazione che risponda ai requisiti indicati nel punto 3A. Anche nel caso di team informali, deve essere garantita una maggioranza assoluta (50% più uno) di componenti di età compresa fra i 18 e i 35 anni, non compiuti entro la data di chiusura della call (15 aprile 2016).
Ogni soggetto proponente potrà presentare al massimo un progetto, sia esso partecipante in qualità di ente capofila o di partner. Fanno eccezione gli enti pubblici (ministeri, amministrazioni locali, università, etc.) che possono essere partner di più progetti.