Bando “cheFare”

Associazione Culturale cheFare
01 July 2015
posta@che-fare.com
393 8645832
L’uscita dalla crisi non è solo una questione economica. È anche, e soprattutto, un problema culturale che si esplica nella convinzione che non sia possibile far nulla per contrastare la sfiducia e la mancanza di prospettive. È chiara la necessità di trovare nuove formule adatte a sostenere il mondo della cultura da una parte e quello delle imprese che lavorano sull’innovazione dall’altra.
Ma se il mondo delle start-up rappresenta, pur tra mille difficoltà, un settore in crescita, lo stesso non si può dire del mondo della cultura, abituato da decenni, in Italia, a relazionarsi principalmente con le istituzioni pubbliche per attingere a fondi e contributi.
Oggi è chiaro che questo modello sta scomparendo. Da qui nasce l’idea del bando “cheFare”: il progetto vuole costruire una rete tra imprese
culturali con alto contenuto di innovazione e ad alto impatto sociale.
Tale progetto si pone due obiettivi contemporaneamente:
1. incentivare le dinamiche positive che emergono dalla messa in rete delle competenze di diverse imprese culturali;
2. supportare il mondo delle imprese culturali nella costruzione di nuovi modelli di business economicamente e socialmente sostenibili.
Imprese non profit, low profit e profit: associazioni, comitati, organizzazioni di volontariato, fondazioni, imprese sociali, società di persone, società di capitali, società cooperative, società consortili, organizzazioni non governative, associazioni di promozione sociale, Onlus, associazioni e le società sportive dilettantistiche.
I progetti presentati per il Bando “cheFare” devono operare nei campi della cultura umanistica generalmente intesa: letteratura, musica, teatro, danza, pittura, cin ma, video, fotografia, arti plastiche, performing arts, editoria, filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia, antropologia  
Ogni Progetto, inoltre, deve essere connotato, in tutto o in parte, dalle seguenti caratteristiche:
A. promuovere la collaborazione. Attivare e incrementare la capacità di relazione e interazione con soggetti terzi attraverso la costruzione di reti territoriali e reti on-line;
B. ricercare forme innovative di progettazione, produzione, distribuzione e fruizione della cultura;
C. essere scalabile e riproducibile. I progetti devono ambire ad un ulteriore sviluppo dimensionale e/o alla replicabilità in condizioni e ambiti differenti;
D. essere economicamente sostenibili nel tempo. La sostenibilità economica, oltre a riferirsi al grado di equità sociale del Progetto, deve garantire la possibilità dello stesso di mantenersi attivo ed efficiente in un arco di tempo limitato e definito;
E. promuovere l’equità economica e contrattuale dei lavoratori impiegati, con particolare riferimento alle tipologie di contratti che si vorrebbero attivare nella realizzazione dei Progetti Vincitori del Bando “cheFare”;
F. avere un impatto sociale territoriale positivo: attraverso le attività del Progetto, promuovere la coesione sociale nei territori e nelle comunità di riferimento, favorire l’accesso alla cultura e ai saperi e facilitare la fruibilità dei prodotti culturali da parte della collettività;
G. verrà valutato positivamente il ricorso ad ogni strategia di progettazione, produzione, gestione, distribuzione dei contenuti che inquadri la cultura come bene comune (tecnologie hardware e software opensource e freesoftware, impiego di licenze Creative Commons, etc).
H. capacità di coinvolgere le comunità di riferimento e i destinatari del Progetto nella comunicazione delle proprie attività.