Le notizie del mercoledì per #essereparte del volontariato trentino — N° 9
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Newsletter Giuridica
N° 9
Non Profit Network 14/04/2015
Le notizie del mercoledì per #essereparte
del volontariato trentino
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NEWS In primo piano
Riforma del Terzo settore: la Camera approva il testo della Legge-delega
 
Lo strumento e l’iter della riforma
E’ ormai passato quasi un anno da quando il Governo ha avviato l’iter per riformare il Terzo settore: era infatti il 14 maggio 2014 quando è stata lanciata la consultazione pubblica online che invitava i soggetti interessati ad inviare le proprie proposte ed osservazioni in merito.
Lo strumento legislativo scelto dal Governo per dare corpo alla Riforma è stata una legge delega, il cui disegno è stato approvato dal Governo il 10 luglio 2014 ed è stato poi discusso ed emendato nei mesi successivi dalla Commissione Affari sociali della Camera. Infine, lo scorso 9 aprile la Camera dei Deputati ha approvato il testo del disegno di legge-delega il quale passa ora all’esame del Senato, il cui voto positivo è necessario affinché il testo diventi legge dello Stato a tutti gli effetti. 
A quel punto il Governo dovrà adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, i decreti legislativi i quali andranno ad attuare e concretizzare nello specifico i principi ed i criteri direttivi previsti dalla legge delega.
 
I contenuti principali della riforma in tema di associazionismo
Per quanto riguarda in particolare il mondo dell’associazionismo, la legge delega incarica il Governo di procedere ad una revisione complessiva delle norme del codice civile che riguardano le associazioni (riconosciute e non) e le fondazioni, tenendo conto di alcuni fondamentali principi guida:
·         la revisione e semplificazione del procedimento per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica;
·         la previsione di obblighi di trasparenza ed informazione, anche verso i terzi, attraverso forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell’ente;
·         il rafforzamento del rispetto dei diritti degli associati (in particolare i diritti di informazione, partecipazione ed impugnazione degli atti deliberativi) e delle prerogative dell’Assemblea dei soci;
·         l’applicazione delle norme previste per le società e per le cooperative alle associazioni e alle fondazioni che esercitino stabilmente e prevalentemente attività d’impresa.
 
Di assoluto interesse e novità appare poi anche la volontà di procedere ad un riordino e ad una raccolta delle diverse norme vigenti in materia di enti non profit in un’unica raccolta: una sorta di codice del Terzo settore. Strettamente legato a ciò è l’intento di superare l’attuale sistema di registrazione degli enti non profit, passando da una pluralità di registri tenuti da enti di diverso livello (nazionale, regionale, provinciale) ad un registro unico del Terzo settore istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, suddiviso in specifiche sezioni e consultabile pubblicamente tramite modalità telematiche.
Requisiti necessari al fine di iscriversi in tale registro sono:
·         il fatto che l’ente svolga “attività solidaristiche e di interesse generale” (la cui individuazione è però rimandata ai decreti legislativi che il Governo dovrà adottare);
·         un’organizzazione interna ispirata ai principi della democraticità e dell’eguaglianza dei diritti degli associati e dei lavoratori, ed un’amministrazione informata ai criteri di efficacia, efficienza, trasparenza, correttezza ed economicità della gestione degli enti;
·         il divieto di distribuzione, anche indiretta, degli utili o degli avanzi di gestione (un’eccezione è però fatta per l’impresa sociale).
 
Con specifico riferimento all’attività di volontariato e di promozione sociale, la legge delega prevede anche qui la revisione delle discipline vigenti in materia, valorizzando i principi di gratuità, democraticità e partecipazione, promuovendo la cultura del volontariato in particolare negli istituti scolastici, riconoscendo la specificità e le tutele dello status di volontario (anche attraverso il riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite dai volontari).
 
Infine, vale la pena menzionare le misure fiscali e di sostegno economico in favore degli enti del Terzo settore, le cui linee guida sono elencate nell’articolo 9 della legge delega.
Importante è in particolare l’intenzione di procedere ad una ridefinizione di ente non commerciale, collegandola alle finalità di interesse generale perseguite dall’ente, introducendo un regime tributario di vantaggio che tenga conto:
·         delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dell’ente
·         del divieto di ripartizione, anche indiretta, degli utili;
·         dell’impatto sociale delle attività svolte dall’ente.
Da una lettura ragionevole di quanto appena detto sembra che il legislatore voglia finalmente collegare la definizione di ente non commerciale (e quindi i vantaggi fiscali connessi ad essa) non più, come accade ora, alla natura dell’attività che viene svolta (se prevalentemente commerciale o prevalentemente non commerciale), bensì alle finalità solidaristiche e di utilità sociale che esso intende perseguire. 
 
Le prossime tappe
Come detto, ora l’iter della riforma si sposta al Senato, il quale può approvare lo stesso testo uscito dall’esame della Camera (e, in quel caso, il provvedimento diventerà legge dello Stato) oppure può apportarvi dei cambiamenti (chiamando nuovamente la Camera ad esprimersi su tali modifiche).  
La legge delega è però, come visto dalla breve analisi che si è qui effettuata, uno strumento che contiene per lo più linee guida, principi e criteri direttivi per l’azione del Governo: per capire realmente come la riforma potrà cambiare il Terzo settore occorrerà quindi aspettare i decreti legislativi che l’esecutivo sarà chiamato ad adottare entro un anno dalla data in cui la legge delega entrerà in vigore.

 
A cura del dott. Daniele Erler 
 
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