Le riaperture per le attività di spettacolo e per le attività delle associazioni culturali in Trentino

Riaperture: la Provincia di Trento emana uno specifico protocollo per le attività di spettacolo e per le attività delle associazioni culturali

 

Il Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro della Provincia autonoma di Trento ha emanato, lo scorso 24 giugno 2020, il “Protocollo per le attività di spettacolo, delle federazioni, delle associazioni culturali e dei loro aderenti” (qui il link al sito della Provincia dove è possibile consultare l’ultima versione del Protocollo).

Esso rappresenta un riferimento fondamentale per gli enti non profit che operano nel campo dello spettacolo e in generale per le associazioni che svolgono attività culturali e ricreative, dettando le regole da rispettare per poter ripartire in questo momento ancora molto complicato.

 

Il quadro normativo generale per far ripartire le attività

In premessa, è utile partire dal quadro normativo ad oggi vigente, per una disamina del quale si rimanda alla news “Riaperture ed enti non profit: la situazione in Trentino”.

Qui è importante ribadire come la ripartenza delle attività, anche di quelle delle associazioni e degli altri enti non profit, possa avvenire solamente nel rispetto dei protocolli o delle linee guida disposti per prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi.

Importanza centrale riveste il Protocollo generale per la sicurezza sul lavoro emanato dal Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro della Provincia autonoma di Trento (qui il link al sito della Provincia dove è possibile consultare l’ultima versione del Protocollo).

Tale Protocollo fornisce indicazioni operative al fine di implementare l’efficacia delle misure di contenimento adottate in tutti i luoghi di lavoro per contrastare l’epidemia di COVID-19 e mitigarne gli effetti. In esso si stabilisce chiaramente che la mancata attuazione delle sue disposizioni che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

I singoli enti saranno poi tenuti a rispettare gli specifici protocolli di settore, provinciali o nazionali, oppure, in mancanza, i protocolli disposti per attività analoghe o similari.

Tutti i protocolli appena menzionati sono soggetti a frequenti modifiche e aggiornamenti, dovuti in primo luogo all’evoluzione della situazione epidemiologica e di conseguenza al mutamento del quadro normativo: è quindi fondamentale verificare periodicamente che i protocolli di riferimento non siano mutati, consultando l’apposita sezione del sito della Provincia dove è contenuta tutta la normativa in tema Covid-19.

 

Le attività di spettacolo

Il “Protocollo per le attività di spettacolo, delle federazioni, delle associazioni culturali e dei loro aderenti”, emanato lo scorso 24 giugno, interessa in primo luogo le attività dello spettacolo: fra esse vengono elencate, a livello esemplificativo, le attività teatrali, musicali, coreutiche, di prosa, di danza, recitazione e di rievocazione storica, sia al chiuso che all’aperto, compresa la gestione delle attività di prove.

La parte più cospicua del Protocollo riguarda le misure di sicurezza da adottare in relazione ai luoghi dove si svolgono i pubblici spettacoli appena menzionati, prevedendo in particolare misure relative all’informazione, formazione e addestramento del personale, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), sulla figura del referente Covid-19, sull’attività di pulizia, igienizzazione e disinfezione degli spazi al chiuso e all’aperto, sulle modalità di accesso ai luoghi di spettacolo.

Per quanto riguarda il numero dei posti disponibili, per gli spettacoli all’aperto sarà l’organizzatore che lo dovrà valutare in base alla capienza degli spazi individuati, per evitare l’assembramento e per assicurare il distanziamento interpersonale, fermo restando il numero massimo di 1.000 spettatori. Per gli spettacoli al chiuso, il numero massimo si ricava considerando che deve essere occupato un posto si ed uno no, con fila sfasata o comunque garantendo il rispetto del distanziamento minimo di un metro tra gli spettatori.

Il Protocollo detta poi misure specifiche per i lavoratori dello spettacolo impegnati nelle prove e nell’esecuzione degli spettacoli dal vivo, distinguendo fra gli spettacoli teatrali, quelli musicali e di danza.

All’inizio del Protocollo si fornisce una definizione delle diverse figure coinvolte nello spettacolo e si prevede che, nel caso in cui il gestore del luogo e l’organizzatore dello spettacolo siano soggetti diversi, dovranno accordarsi per l’attuazione delle misure disposte dal Protocollo definendo in modo puntuale le attività di loro competenza, così da stabilire puntualmente i livelli di responsabilità.

Il Protocollo in esame rinvia in più punti al Protocollo provinciale per la sicurezza sul lavoro, richiamato al precedente paragrafo, che rappresenta come detto il riferimento generale per tutte le attività.

 

L’apertura delle sedi associative

Il “Protocollo per le attività di spettacolo, delle federazioni, delle associazioni culturali e dei loro aderenti” detta, al punto 14, misure relative alle attività delle “associazioni di volontariato”, disciplinando sia le attività che si svolgono negli spazi di prova nell’ambito della recitazione, canto, musica e danza, che l’apertura delle sedi associative.

Con il termine “associazioni di volontariato” sembra debbano intendersi in generale gli enti associativi e non nello specifico quello iscritti ai registri provinciali o nazionali: le disposizioni relative alla semplice apertura delle sedi possono quindi essere prese come riferimento per tutte le associazioni.

Il Protocollo si concentra anzitutto sulle informative che l’associazione deve obbligatoriamente affiggere all’ingresso della sede, in modo ben visibile, e che devono contenere le misure fondamentali relative a distanziamento, lavaggio delle mani e igiene respiratoria.  

È poi previsto che l’associazione rediga un documento informativo che vieti la partecipazione alle attività in presenza di determinate condizioni (febbre oltre 37,5 gradi o altri sintomi influenzali, contatto con persone positive al Covis-19 nei 14 giorni precedenti), il quale dovrà essere sottoscritto da ogni partecipante all’attività e gli sarà consegnato in copia.

Vengono inoltre disposte ulteriori misure relative all’accesso alla sede (prevedendo una riorganizzazione degli spazi per consentire l’accesso ordinato ed evitare assembramenti) e disposizioni generali in relazione alle attività che vengono svolte presso la sede associativa, consigliando ad esempio di privilegiare le attività che possano ridurre la presenza prolungata in ambienti chiusi di un numero rilevante di persone.

Anche per tali attività vale il richiamo generale al Protocollo provinciale per la sicurezza sul lavoro, richiamato al precedente paragrafo, in relazione alle misure di sicurezza che non siano citate nel Protocollo specifico.

 

Le attività ricreative, culturali e motorie

Il punto 14.9 del “Protocollo per le attività di spettacolo, delle federazioni, delle associazioni culturali e dei loro aderenti” riguarda le attività culturali e ricreative svolte dalle associazioni.

Per esse si afferma che sono da privilegiarsi le attività a piccoli gruppi di persone, garantendo sempre il rispetto della distanza interpersonale anche durante attività di tipo ludico. Per le attività che richiedono la condivisione di oggetti (ad esempio il biliardo o le bocce) si prevede l’obbligo di igienizzazione delle mani prima e dopo l’attività, e l’adozione di modalità organizzative tali da ridurre il numero di persone che manipolano gli stessi oggetti (ad esempio con turni di gioco e squadre a composizione fissa). Si prescrive di evitare l’uso di giochi nei quali non sia possibile la disinfezione ad ogni turno, quali ad esempio le carte e i giochi da tavolo.

Il Protocollo prevede che le postazioni ai tavoli di un circolo o le postazioni per una serata culturale dovranno sempre prevedere il distanziamento di almeno un metro e l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Per quanto riguarda l’eventuale attività di bar interno (ad esempio svolta dai circoli), si deve fare riferimento alle disposizioni e protocolli inerenti bar e ristorazione (qui il link al sito della Provincia dove è possibile consultare l’ultima versione del Protocollo). È comunque vietata la consumazione a buffet di bevande o alimentari.

In relazione invece alle attività motorie (punto 14.10 del Protocollo), sono ammesse solo quelle individuali e sono comunque vietate quelle che prevedano scambio di oggetti o contatto fisico: con l’ordinanza provinciale dello scorso 25 giugno sono stati infatti ulteriormente sospesi gli sport di contatto, fino a che non giunga l’assenso da parte del Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport.

In relazione alle attività motorie individuali ammesse, è obbligatorio mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale di due metri durante l’attività fisica in spazi chiusi o all’aperto (ad eccezione dei conviventi) ed è comunque vietato l’uso degli spogliatoi.

Anche qui vale comunque il richiamo al Protocollo provinciale per la sicurezza sul lavoro, che costituirà comunque la base normativa di riferimento per le associazioni che volessero ripartire con le attività descritte nel presente paragrafo.

 

Le attività con i giovani

In relazione alle attività che le associazioni svolgono con i giovani (bambini e ragazzi), il punto 14.11 del “Protocollo per le attività di spettacolo, delle federazioni, delle associazioni culturali e dei loro aderenti” rinvia allo specifico Protocollo provinciale relativo ai servizi conciliativi ed estivi per bambini ed adolescenti (qui il link al sito della Provincia dove è possibile consultare l’ultima versione del Protocollo).

 

Considerazioni conclusive

I recenti provvedimenti normativi della Provincia di Trento, in particolare il Protocollo sui servizi estivi e conciliativi e quello più recente sulle attività delle associazioni culturali (oggetto di questo articolo) consentono a molti enti associativi di disporre di un riferimento specifico per la ripartenza delle loro attività, e questo rappresenta sicuramente un aspetto molto importante e positivo.

Occorre però ribadire quanto detto chiaramente anche dal “Protocollo per le attività di spettacolo, delle federazioni, delle associazioni culturali e dei loro aderenti”, e cioè che le organizzazioni devono operare un’attenta valutazione dei rischi, tenendo conto della loro specifica realtà, delle attività che svolgono e dei soggetti verso i quali le svolgono. Un esempio per chiarire quanto detto è rappresentato dalle attività delle associazioni che coinvolgono persone anziane: tali organizzazioni sono chiamate a valutare l’eventuale riapertura con ancora maggiore attenzione, prudenza e senso di responsabilità, vista l’elevata letalità del Covid-19 negli individui anziani.

Un’associazione che intende ripartire con le proprie attività dovrà come detto mettere in atto tutte le misure previste dai protocolli provinciali menzionati, non solo per garantire la salute delle persone coinvolte (il cui rispetto rimane il principio cardine per decidere se ripartire con l’attività) ma anche per tutelare le persone che si trovano a gestire un’associazione (Presidente e membri del Consiglio Direttivo) e sollevarle dalla responsabilità a cui possono essere soggette.

 

 

Daniele Erler - Responsabile area giuridica CSV Trentino

Pubblicato il: 01/07/2020