Comunicazione erogazioni liberali: cosa cambia per il Terzo settore

Comunicazione erogazioni liberali: cosa cambia per il Terzo settore

Come cambiano le regole per la comunicazione relativa sulle erogazioni liberali?

 

Dal 2026 cambiano le regole sulla comunicazione delle erogazioni liberali per gli enti non profit, in particolare per gli enti del Terzo settore (Ets).

Fino ad ora, la comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati dei donatori era obbligatoria solo per gli enti con entrate superiori a 220.000 euro, mentre per gli altri era facoltativa. Inoltre, l’obbligo riguardava anche alcune categorie specifiche, come Onlus, fondazioni e associazioni riconosciute attive in ambito culturale o nella ricerca scientifica.

La comunicazione deve includere i dati delle donazioni effettuate con strumenti tracciabili (bonifici, carte, ecc.), indicando il codice fiscale del donatore quando disponibile. Sono esclusi i versamenti cumulativi effettuati da un unico soggetto per conto di più persone.

 

Con l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale del Terzo settore, cambia il quadro:
l’obbligo viene esteso a tutti gli enti del Terzo settore, indipendentemente dalle loro dimensioni economiche. Restano escluse solo le imprese sociali costituite in forma societaria.

Questo significa che tutti gli Ets dovranno organizzarsi per raccogliere e conservare correttamente i dati delle donazioni ricevute, così da poterli trasmettere in modo completo.

L’obiettivo della riforma è semplificare la compilazione della dichiarazione dei redditi per i contribuenti, integrando automaticamente le informazioni sulle donazioni effettuate.

 

Infine, alcune categorie precedentemente obbligate (come le Onlus o certe fondazioni e associazioni) non saranno più soggette alla comunicazione, a meno che non assumano la qualifica di ente del Terzo settore.

 

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Foto di Sasun Bughdaryan su Unsplash

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