
Attenzione ai contributi da restituire: criticità del Decreto Ristori
Negli scorsi mesi, grazie ai Decreti legge 34 del 2020 (“Rilancio”) e 137 del 2020 (“Ristori”), le associazioni ed enti non profit trentini hanno ricevuto dei contributi in denaro importanti da parte dell’Agenzia delle Entrate, sui quali però ora sorge un problema che è bene portare a conoscenza delle organizzazioni.
Il contributo relativo al Decreto “Rilancio”
Come segnalato in una news dei mesi scorsi, il fatto che in Trentino fosse vigente al 31 gennaio 2020 (data in cui è stato dichiarato il primo stato di emergenza relativo a Covid-19) uno stato di emergenza dovuto alla tempesta “Vaia”, ha permesso alle associazioni ed enti non profit aventi sede legale in Trentino (sempre che in possesso di una Partita IVA con data di inizio attività non successiva al 30 aprile 2020) di presentare la richiesta di contributo a fondo perduto prevista dal Decreto “Rilancio”, anche in assenza delle condizioni previste dalla normativa.
Più precisamente, le associazioni ed enti non profit trentine, se dotate di Partita Iva, hanno potuto presentare domanda per il citato contributo anche in assenza del requisito del calo del fatturato, per il quale l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 avrebbe dovuto essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (fermo restando il limite dei 5 milioni di euro di ricavi commerciali nell’esercizio precedente, al di sopra del quale non si poteva accedere al contributo).
Le associazioni ed enti non profit menzionate che hanno presentato la domanda entro il termine del 13 agosto 2020 hanno quindi ricevuto, legittimamente, nei mesi successivi il contributo minimo per tali enti, pari a 2.000 euro.
L’ulteriore contributo del Decreto “Ristori” e le problematiche legate ad esso
A poca distanza di tempo gli stessi enti si sono visti accreditare in automatico un ulteriore sostegno economico in denaro, questa volta relativo al Decreto “Ristori”.
In realtà, il nuovo contributo non è stato ricevuto da tutti gli enti in precedenza menzionati ma solo dalle organizzazioni in possesso di un codice Ateco rientrante tra quelli previsti nell’allegato 1 al Decreto, e la misura dell’erogazione ricevuta variava in base ai coefficienti previsti dallo stesso allegato per ogni settore di attività: alcune associazioni hanno quindi ricevuto nuovamente 2.000 euro, altre addirittura 4.000 euro.
Le condizioni per fruire di questo nuovo contributo sono molto simili a quelle precedenti, ed in particolare è sempre necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi che l’ente ha fatto registrare nel mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Rispetto al precedente contributo a fondo perduto previsto con il decreto “Rilancio”, il decreto “Ristori” attribuisce il nuovo contributo, a prescindere dalla riduzione di fatturato, solo ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, ma non ai soggetti localizzati in territori calamitati.
L’Agenzia delle Entrate, nella guida “I contributi a fondo perduto per i settori economici con nuove restrizioni”, ha precisato chiaramente che “ai soggetti che sulla precedente istanza al contributo a fondo perduto previsto dall’art.25 del decreto Rilancio hanno barrato la casella relativa al domicilio fiscale o sede operativa nei comuni oggetto di precedente calamità con stato di emergenza ancora in corso al 31 gennaio 2020, il nuovo contributo spetta e viene erogato solo se, in base agli importi indicati, si è verificato il calo del fatturato e corrispettivi tra aprile 2019 e aprile 2020 di almeno un terzo”.
Sembra quindi evidente che l’ulteriore contributo ricevuto non fosse dovuto in assenza del calo del fatturato appena menzionato, e debba quindi probabilmente essere restituito.
Rimane il fatto che il nuovo contributo è stato ricevuto in automatico da parte dell’Agenzia delle Entrate senza alcuna domanda specifica da parte delle organizzazioni, le quali non possono evidentemente essere considerate responsabili dell’errore.
Appare quanto mai opportuno che l’Agenzia delle Entrate chiarisca al più presto la situazione. Nel frattempo, il consiglio per le associazioni ed enti non profit che hanno ricevuto il contributo relativo al Decreto “Ristori” senza averne i requisiti è quello di non utilizzare le relative somme, almeno fino a quando la situazione non sarà chiarita.
Si ribadisce invece che, con riguardo al primo contributo ricevuto (relativo al Decreto “Rilancio”), non sussiste alcuna problematica.
Il Decreto “Agosto” e la possibile (ma mai avvenuta) riapertura dei termini per presentare la domanda di contributo a fondo perduto
In relazione al primo contributo a fondo perduto menzionato in questo articolo, quello disciplinato dal Decreto “Rilancio”, il Decreto legge 104 del 2020 (Decreto “Agosto”), all’art.60, c.7-sexies, aveva disposto la riapertura dei termini per presentare la domanda per i soggetti che non l’avevano fatto entro il 13 agosto 2020 e che hanno la sede legale in un Comune “montano” in cui alla data del 31 gennaio 2020 fosse vigente uno stato di emergenza.
Nelle condizioni appena menzionate rientrano anche tutti i Comuni del Trentino, e quindi le associazioni ed enti non profit aventi la sede legale in tale territorio (sempre che in possesso di una Partita IVA con data di inizio attività non successiva al 30 aprile 2020), che non abbiano presentato la domanda entro il termine del 13 agosto 2020, potrebbero presentarla a prescindere dal requisito del calo del fatturato descritto in precedenza.
Il riavvio della procedura telematica per la presentazione della domanda doveva avvenire entro fine ottobre 2020 ma ciò non si è mai verificato: anche su tale aspetto sarebbe importante che l’Agenzia delle Entrate fornisse chiarimenti, visto che si tratta di una misura che potrebbe essere importante e che permetterebbe a diversi enti ed organizzazioni non profit di ricevere un sostegno economico (di importo non inferiore a 2.000 euro) per le loro attività, in un periodo che sappiamo tutti essere estremamente complicato.
Daniele Erler - CSV Trentino


