Newsletter Giuridica
N° 4
16/03/2018
 
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ENTRO IL 31 MARZO LA RIPRESENTAZIONE DEL MODELLO EAS
Entro il 31 marzo 2018 gli enti associativi hanno l’obbligo di presentare nuovamente il Modello EAS qualora nel corso del 2017 siano intervenute delle variazioni rilevanti dei dati comunicati nei precedenti Modelli.

1) Cos’è il Modello EAS e chi lo deve presentare
Il Modello EAS (Modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativo agli enti associativi) è un provvedimento che riguarda la quasi totalità delle associazioni non profit: si compone di 37 domande, grazie alle quali l’Agenzia delle Entrate è in grado di conoscere i principali dati delle associazioni, rilevanti soprattutto dal punto di vista fiscale.
Tale Modello è stato istituito come obbligatorio dall’art.30 del D.L. 185 del 2008
Precisiamo subito che sono esonerate dall’invio di tale Modello e quindi non lo devono presentare:
• le Organizzazioni di volontariato (ODV), iscritte nell’Albo provinciale;  
• le Onlus, iscritte all’Anagrafe Unica dell’Agenzia delle Entrate.
Sono esonerate dall’invio dell’EAS anche le associazioni pro-loco che abbiano optato per il regime 398 e le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) che non svolgono attività commerciale o de-commercializzata (cioè che si limitano ad incassare le quote associative).
Gli enti obbligati a compilare il Modello EAS in tutte le sue parti (cioè rispondendo a tutte le 37 domande) sono:
• le associazioni non riconosciute (cioè prive di personalità giuridica), che svolgono solo attività istituzionale limitandosi alla riscossione di quote associative e contributi;
• le associazioni non riconosciute che svolgono anche attività dietro corrispettivo nei confronti dei propri associati (ad esempio corsi di formazione rivolti esclusivamente ai soci);
• le associazioni non riconosciute, che svolgono attività commerciale (ovviamente qualora questa non sia prevalente).
Gli enti obbligati alla compilazione solo parziale del Modello EAS (che rispondono quindi solo ad alcune delle 37 domande) sono invece:
le associazioni di promozione sociale (APS), iscritte nel Registro provinciale;
le associazioni sportive dilettantistiche (ASD), che svolgono attività commerciale o anche solo attività de-commercializzata (cioè attività dietro corrispettivo rivolte ai soci o ai tesserati);
• le associazioni riconosciute (cioè dotate di personalità giuridica), che abbiano ottenuto il riconoscimento da parte della Provincia o da parte della Prefettura.

2) La ripresentazione del Modello EAS
Mentre le nuove associazioni devono presentare il Modello EAS entro 60 giorni dalla data di costituzione, quelle che sono già costituite lo devono presentare nuovamente qualora intervengano delle variazioni ai dati comunicati nel precedente Modello inviato, e ciò va fatto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la modifica: quindi, entro il 31 marzo 2018 gli enti associativi che rientrano nelle previsioni di legge (vedi gli elenchi riportati sopra) dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate le eventuali modifiche intervenute nel corso del 2017, inviando un nuovo Modello EAS.
Secondo le istruzioni per la compilazione  emesse dall’Agenzia delle Entrate, non devono essere comunicate le variazioni relative ai seguenti dati:
modifica dei dati anagrafici dell’associazione (nome, sede legale o Presidente), i quali possono infatti essere comunicati attraverso il Modello AA5/6 (per gli enti con solo codice fiscale) o il Modello AA7/10 (per gli enti che hanno anche Partita IVA);
• l’importo dei proventi ricevuti dall’ente per attività di sponsorizzazione o pubblicità (domanda 20);
• il costo sostenuto per messaggi pubblicitari (domanda 21);
• l’ammontare delle entrate dell’ente (domanda 23);
• il numero degli associati nell’ultimo esercizio chiuso (domanda 24);
• l’ammontare delle erogazioni liberali e dei contributi pubblici ricevuti (domande 30 e 31);
• il numero e i giorni delle raccolte fondi effettuate (domanda 33).
Se a variare sono quindi i dati appena menzionati, l’associazione non deve ripresentare il Modello EAS.
Se invece nel corso del 2017 sono variati tutti gli altri dati riportati nel Modello EAS, questo dovrà essere ripresentato entro il 31 marzo del 2018.
Alcuni frequenti esempi di variazioni che comportano la ripresentazione del Modello EAS sono il rinnovo della composizione del Consiglio Direttivo e l’eventuale apertura della Partita IVA.

3) L’importanza del Modello EAS e la modalità di invio
Il Modello EAS è una dichiarazione di estrema importanza poiché il mancato invio comporta la perdita dei benefici fiscali relativi alla detassazione delle quote e dei contributi associativi, oltre che dei corrispettivi richiesti ai soci per partecipare alle attività dell’ente.
Nel 2016 l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la presentazione del Modello EAS entro i termini esclude l’applicazione del regime di favore per le sole attività precedenti la data di presentazione del modello stesso, consentendo invece all’associazione di godere dell’agevolazione per quelle svolte successivamente alla presentazione del Modello.
Il Modello EAS deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate esclusivamente per via telematica: per l’invio si consiglia di rivolgersi ad un CAF o ad altro professionista abilitato (commercialista). 
Qualora non venisse rispettato il termine del 31 marzo è possibile per l’associazione sanare la propria posizione (sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche da parte degli enti accertatori) presentando il Modello EAS entro il termine della prima dichiarazione utile, cioè entro il 30 settembre, pagando però una sanzione di 250 euro

4) Modello EAS e Riforma del Terzo settore
Il Decreto legislativo 117/2017 (Codice del Terzo settore) dispone anche in merito al Modello EAS: l’art.94, c.4 esonera tutti gli enti del Terzo settore (ETS) dagli adempimenti relativi al Modello EAS. Nel momento in cui il Registro unico nazionale (RUN) sarà reso operativo, tutti gli ETS in esso iscritti (ricordiamo che si potrà diventare ETS solo iscrivendosi nel RUN) non saranno quindi più soggetti alla presentazione o ripresentazione del Modello EAS.


A cura di Daniele Erler
 
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