Newsletter Giuridica
N° 12
21/07/2017
 
NEWS In primo piano
Dal primo luglio è in vigore per le ASD l’obbligo del defibrillatore!
Il primo luglio 2017 è ufficialmente entrato in vigore l’obbligo per le associazioni e le società sportive dilettantistiche di dotarsi ed utilizzare i defibrillatori nel corso delle loro attività sportive.
L’obbligo del defibrillatore era stato previsto dal “Decreto Balduzzi” (D.M. 24 aprile 2013), il quale ne aveva previsto l’entrata in vigore il 20 gennaio 2016; tale termine è stato poi differito una prima volta al 20 luglio 2016, una seconda volta al 30 novembre 2016 e infine una terza volta al 30 giugno 2017: si può quindi dire che, finalmente, la terza volta è stata quella buona.

Il nuovo Decreto del Ministero della Salute 
Lo scorso 28 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 26 giugno 2017, un Decreto del Ministero della Salute (adottato di concerto con il Ministero dello Sport) recante linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici, il quale ha cercato di fare chiarezza su alcuni punti che dal Decreto Balduzzi risultavano oscuri o comunque di difficile interpretazione.
Il Decreto, pubblicato come detto lo scorso 28 giugno, è entrato in vigore il 13 luglio 2017.
Esso è riuscito a fare chiarezza su alcuni profili ma ha lasciato aperti alcuni dubbi e interrogativi di non poco conto, che si cercherà ora di evidenziare.

I soggetti destinatari e il contenuto dell’obbligo
Il nuovo Decreto ha confermato che l’obbligo di dotarsi dei Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) è in capo esclusivamente alle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e alle società sportive dilettantistiche (SSD), iscritte al Registro telematico del CONI. 
Queste devono anzitutto accertarsi che l’impianto sportivo che utilizzano sia dotato di un defibrillatore: riprendendo il Decreto Balduzzi e le Linee guida allegate ad esso, l’onere di dotarsi del defibrillatore e della manutenzione sarà in carico all’associazione che utilizza l’impianto, la quale potrà comunque demandare tale onere al gestore dell’impianto sportivo (ad esempio un ente pubblico) tramite uno specifico accordo con quest’ultimo.
Le ASD le SSD dovranno accertarsi che il defibrillatore sia presente all’interno dell’impianto sportivo e che sia chiaramente funzionante, e dovranno garantire la presenza di almeno una persona formata all’utilizzo dello stesso. La grossa novità sta nel fatto che mentre nel Decreto Balduzzi si prevedeva l’obbligo del defibrillatore (e di una persona formata al suo utilizzo) sia durante le gare che durante gli allenamenti, con il nuovo Decreto tale obbligo vi è solamente in caso di:
• “gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali”;
• “gare inserite nei calendari delle discipline sportive associate”;
• “attività sportive con modalità competitive disciplinate dagli enti di promozione sportiva”;
• “attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva”;
• “gare organizzate da altre società dilettantistiche”.

L’obbligo del defibrillatore è stato quindi disposto solamente per le gare organizzate dalle Federazioni nazionali (ad esempio la FIGC, la FIP, ecc.) e dalle discipline sportive associate, ed in generale alle gare comunque organizzate dalle ASD e dalle SSD; per quanto riguarda invece gli enti di promozione sportiva (quali ad esempio UISP, CSEN, CSI, ecc.) si fa riferimento non alle gare bensì alle “attività sportive con modalità competitive” ed alle “attività agonistiche di prestazione”, termini che non hanno un significato così chiaro e che, ad avviso di chi scrive, comprendono comunque anche gli allenamenti.
Oltre a questa possibile ed immotivata disparità di trattamento fra le attività delle Federazioni e delle discipline associate da un lato, e quelle degli enti di promozione sportiva dall’altro, quello che desta le maggiori perplessità è la limitazione dell’obbligo del defibrillatore ai soli contesti di “gara”: se infatti la ratio ispiratrice che sta alla base del provvedimento è giustamente la salvaguardia della salute degli atleti, non si capisce perché questa vada tutelata solamente durante le gare e non anche durante gli allenamenti. Chiunque abbia praticato sport a livello dilettantistico sa infatti che l’agonismo e l’intensità presenti durante un allenamento (se questo è fatto bene) non sono poi così inferiori a quelli presenti all’interno di una gara vera e propria.   
L’art. 3 del Decreto è invece molto specifico nello stabilire che qualora manchi il defibrillatore le gare non potranno essere svolte.

Le attività sportive esenti dall’obbligo

L’art. 4 del Decreto dispone infine che sono esenti dall’obbligo del defibrillatore le gare relative ad attività sportive che comportano un impegno cardiocircolatorio ridotto, elencate specificamente nell’Allegato A al Decreto (sono ricomprese discipline quali ad esempio le bocce, il biliardo, il golf e i giochi da tavolo).
Infine, sempre l’art. 4 dispone un’altra esenzione per le gare svolte al di fuori degli impianti sportivi: è questa un’altra importante differenza rispetto al Decreto Balduzzi, il quale non faceva differenza tra attività svolte all’interno e all’esterno di un impianto. Nel nuovo Decreto invece, anche per venir incontro alle esigenze di sport che vengono praticati necessariamente all’esterno di impianti (ad esempio ciclismo, mountain bike, corsa campestre), le gare organizzate dalle ASD e SSD all’esterno di impianti sportivi vengono esentate dall’obbligo del defibrillatore.

Nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale il CONI ha emanato una Circolare esplicativa del Decreto, la quale però non fornisce informazioni ulteriori rispetto al testo del Decreto.

Vista la delicatezza della questione ed i riflessi che essa può avere anche in tema di responsabilità per coloro che gestiscono un’associazione, e constatato che permangono ancora dei punti poco chiari nella normativa di riferimento, si raccomanda alle associazioni di fare molta attenzione e di informarsi presso il CONI o le Federazioni/enti di promozione sportiva di riferimento sugli adempimenti specifici necessari al fine di regolarizzare la propria posizione.

A cura di Daniele Erler

Per informazioni:
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