Quale accoglienza e quale sicurezza? Riflessioni sull'insicurezza creata dalla legge Salvini

Arci di Brentonico, Parrocchie dell’Altopiano, Caritas e Gruppo Missionario di Brentonico, Associazione il Melograno, Anpi sezione Rovereto - Villalagarina, Centro per la Pace di Rovereto, C.A.V.A. promuovono l’incontro dal titolo “Quale accoglienza e quale sicurezza? Riflessioni sull'insicurezza creata dalla legge Salvini”

 

Mercoledì 27 febbraio 2019 alle ore 20.00

Sala della Cooperazione – Brentonico

 

Intervengono Vincenzo Passerini e Camilla Pontalti.

 

Un incontro promosso da In seguito alla situazione di insicurezza creatasi con la legge Salvini diventa importante l’azione attiva da parte di tutta quella parte di società civile.

E’importante capire le conseguenze del provvedimento con il contributo di Vincenzo Passerini - già presidente del Coordinamento comunità di accoglienza del Trentino Alto Adige -  e con Camilla Pontalti - referente dell’area legale del Centro Astalli di Trento.

 

La legge nazionale Salvini in breve tempo ha ristretto i progetti di accoglienza dei rifugiati togliendo sempre più tutele e garanzie alle persone migranti e togliendo risorse e strumenti a chi quotidianamente è impegnato nell’accoglienza.

 

A partire dal decreto Sicurezza, entrato in vigore il primo dicembre, che cancella il permesso di soggiorno per motivi umanitari, e lo sostituisce con permessi di soggiorno “speciali” che possono essere rilasciati solo in casi estremi. L’effetto finale, contraddittorio, sarà quello di sfavorire sia l’integrazione sia l’espulsione, in mancanza di procedure e strutture mirate.


Aumenteranno così gli irregolari, i disperati pronti ad ingrandire l’esercito di chi vive di espedienti. Secondo l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi), saranno almeno 140mila unità, in appena 30 mesi, tra giugno 2018 e dicembre 2020.

Vogliamo capire come sia possibile che nei megacentri, si spenderanno 14 mila euro per migrante a confronto dal sistema precedente SPRAR in cui se ne spendevano 6300 – come da documenti ufficiali ANCI – ass. Nazionale dei Comuni - depositati alla Camera.

Il meccanismo mira alla concentrazione del flusso migratorio nei centri di prima accoglienza di grandi dimensioni. In questo modo punta a favorire la gestione dei privati che, in virtù delle economie di scala garantite dai grandi numeri, potranno portare i costi vivi dai 30 ai 35 euro accertati dalla Corte dei Conti, alla forbice tra 19 e i 26 euro a persona accolta al giorno, come ha calcolato il rapporto di InMigrazione.

E, nonostante questo, aumentare i loro margini di profitto, grazie all’azzeramento dei servizi utili alla formazione e all’integrazione.  I migranti ricevono € 2,50 circa/g. a fronte di 30/35 € giornalieri di spesa.

Crediamo sia necessario non pensare a risposte individuali ma articolate e sociali che vedano la collaborazione di tutti quei soggetti organizzati o singoli che già agiscono nel solco di solidarietà e umanità.

 

Per informazioni:

africa.cava@gmail.com

 

Pubblicato il: 26/02/2019
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