IMPORTANTI ADEMPIMENTI DI APRILE!!!
Nel mese di aprile vi sono due scadenze importanti che gli enti associativi devono rispettare: l’approvazione del bilancio, che solitamente deve essere fatta entro il 30 aprile; e l’invio dello “spesometro”, entro il 20 aprile. 

1) L’approvazione del bilancio
La normativa in materia
L’unico obbligo specifico previsto dal codice civile per gli enti non commerciali in materia contabile è costituito dall’art. 20 relativamente alla convocazione dell’Assemblea per l’approvazione del bilancio. Il citato articolo così dispone: “L'assemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una volta l'anno per l'approvazione del bilancio”. Tale obbligo, nonostante sia posto specificamente per le associazioni riconosciute, si applica comunque alla generalità degli enti associativi e quindi anche alle associazioni non riconosciute.
La redazione e l’approvazione di un bilancio annuale viene comunque spesso richiesta sia dalla normativa fiscale che dalle discipline speciali (per le Organizzazioni di volontariato, le Associazioni di promozione sociale e le Associazioni sportive dilettantistiche) per l’applicazione di particolari benefici e agevolazioni.

La convocazione e lo svolgimento dell’Assemblea
Non essendoci delle disposizioni normative specifiche, le modalità di redazione del bilancio (che per la stragrande maggioranza delle associazioni è un semplice rendiconto delle entrate e delle uscite), di convocazione dell’assemblea degli associati nonché quelle relative alla sua approvazione devono essere adeguatamente previste in Statuto.
La convocazione dell’Assemblea avviene normalmente mediante avviso scritto contenente l’ordine del giorno degli argomenti da trattare, spedito o notificato agli associati nel loro domicilio eletto. Questa disposizione è tuttavia derogabile dallo Statuto, il quale può legittimamente prevedere modalità di convocazione diverse da quelle indicate. 
Riguardo al termine di convocazione dell’Assemblea per l’approvazione del bilancio, il Codice Civile non prevede nulla. Si prende a riferimento l’art. 2364, comma 2, inserito nel Titolo V delle Società, che prevede che l’Assemblea debba essere convocata almeno una volta l’anno entro il termine stabilito dallo statuto, il quale non può comunque essere superiore a centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale. 
Per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare (che costituiscono la stragrande maggioranza delle associazioni) l’Assemblea, quindi, deve essere convocata entro il 30 aprile e l’avviso di convocazione deve essere formulato in modo da permettere al socio di essere informato sugli argomenti oggetto della discussione assembleare. Anche in mancanza della convocazione, l’Assemblea si reputa regolarmente costituita se sono presenti tutti gli associati.
Al fine di consentire agli aderenti una preventiva presa di visione, il documento di bilancio dovrebbe essere disponibile (ad esempio depositandolo presso la sede sociale) per la consultazione da parte dei soci, secondo le previsioni contenute nello Statuto, nel tempo intercorrente tra l’avviso di convocazione e la data della riunione assembleare.
Il Presidente ed il Segretario, proclamata l’apertura dell’Assemblea nei termini previsti dalla convocazione e precisato se si tratti di un adunanza in prima od in seconda convocazione, accertano l’identità dei presenti e la legittima partecipazione, verificando l’iscrizione dei soggetti nel Libro Soci, la maggiore età e le eventuali deleghe, rilasciate nel rispetto della legge e dello statuto. Per quanto riguarda la forma della delega, comunque, la forma scritta appare quanto mai opportuna.
Si ritiene opportuno raccogliere le firme dei presenti su un apposito prospetto redatto in forma libera, da conservare agli atti dell’ente unitamente alla prova dell’avvenuta convocazione.
Le deliberazioni dell’assemblea dei soci sono validamente prese:
•    in prima convocazione, con la presenza di almeno metà degli associati con la maggioranza dei voti;
•    in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei partecipanti.
Si ricorda che nelle deliberazioni di approvazione del bilancio gli amministratori non hanno voto.

La procedura di approvazione
La procedura di approvazione del bilancio deve, in generale, rispettare questi passaggi:
•    preparazione del progetto di bilancio da parte del Consiglio Direttivo, il quale deve redigere apposito verbale;
•    il Collegio dei Revisori dei conti (se previsto) predispone una propria relazione dove si prende atto che il bilancio è conforme (o meno) ai documenti e alle scritture contabili e che esso risponde alle prescrizioni di legge e di Statuto;
•    il progetto di bilancio viene sottoposto all'Assemblea ordinaria dei soci per la relativa approvazione.
L'approvazione da parte dell'Assemblea dei soci rende definitivi e non più modificabili il bilancio e i documenti collegati.

Si ricorda infine che sul tema dei bilanci e della rendicontazione e trasparenza non ci sono ad oggi schemi e regole obbligatorie né obblighi di pubblicazione (che invece vi sono per le imprese) che possano consentire la trasparenza sulle attività degli enti non commerciali.
Il bilancio non va, quindi, depositato presso alcun Ente (es. Camera di Commercio). Esso deve essere semplicemente conservato fra i documenti dell'ente.

2) Lo “Spesometro” 2016
L’altro adempimento fondamentale che alcune associazioni sono tenute a rispettare nel mese di aprile è di tipo fiscale, ed è la comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini IVA (detta anche “comunicazione polivalente” o “spesometro”).
Mentre però l’approvazione del bilancio è un adempimento che riguarda tutte le associazioni, l’invio dello spesometro è obbligatorio solo per le associazioni in possesso di Partita IVA e che hanno posto in essere operazioni rilevanti ai fini IVA durante il 2016.
Da ciò deriva che gli enti dotati di solo codice fiscale (che svolgono cioè solamente attività istituzionale e non svolgono alcun tipo di attività commerciale) non devono inviare lo spesometro.

Gli enti dotati di Partita IVA devono invece inviare la comunicazione in esame, che deve contenere i dati delle fatture di acquisto e di vendita relative all’anno 2016.
L’obbligo vale anche per le associazioni che si avvalgono del regime forfetario ex Legge 398/1991, le quali devono comunicare, oltre ai dati delle fatture emesse, anche gli importi relativi agli acquisti di beni e servizi direttamente riferibili all’attività commerciale eventualmente svolta. Nella comunicazione non dovrebbero quindi essere indicati i dati relativi alle fatture di acquisto riferite all’attività istituzionalmente esercitata. Nel caso in cui sussistano difficoltà nell’operare la distinzione degli importi riferiti all’attività commerciale da quelli dell’attività istituzionale, è possibile comunicare l’intero importo della fattura.

Lo spesometro 2016 deve essere trasmesso per via telematica (avvalendosi quindi di un intermediario abilitato: si consiglia di rivolgersi ad un CAF o ad un professionista abilitato) entro:
•    l’ 11 aprile, per i soggetti che effettuano la liquidazione IVA mensile;
•    il 20 aprile, per i soggetti che effettuano la liquidazione IVA trimestrale (tra cui le associazioni in regime 398).

Lo spesometro 2017
Quanto detto sopra vale per lo spesometro 2016, per il quale l’obbligo di invio è ancora annuale (e scade come detto, l’11 o il 20 aprile a seconda della periodicità di liquidazione dell’IVA).
Per quanto riguarda invece lo spesometro relativo al 2017 (relativo cioè alle attività rilevanti ai fini IVA poste in essere nel corso del 2017), la Legge finanziaria e i successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno previsto che la comunicazione dovrà essere semestrale (e non più trimestrale, come invece sembrava inizialmente) e la prima dovrà essere inviata entro il 18 settembre di quest’anno.
Per lo spesometro relativo al 2017 verranno comunque forniti ulteriori chiarimenti nei prossimi mesi.


A cura del Dott. Antonino Guella e di Daniele Erler
Pubblicato il: 30/03/2017
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