I prossimi adempimenti per le associazioni e precisazioni in merito alla Legge sulla concorrenza

1) La Certificazione Unica 2018: scadenza il 7 marzo

La Certificazione Unica (C.U.) deve essere trasmessa per via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo 2018.

La C.U. è la certificazione dei redditi che ha sostituito il vecchio modello CUD e serve per certificare, fra le altre cose, i compensi a titolo di lavoro subordinato o autonomo corrisposti nel corso del 2017.

Sono soggette a tale obbligo in particolare le associazioni che durante il 2017 hanno corrisposto compensi a lavoratori dipendenti e assimilati, oltre che a lavoratori autonomi (sia per prestazioni di tipo professionale che occasionale).

Sono altresì soggette all’adempimento in questione le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) che abbiano retribuito gli sportivi dilettanti con il regime dei 7500 euro, anche laddove non vi sia stata alcuna ritenuta sul compenso erogato. Sono parificate alle ASD anche le bande, i cori e le filodrammatiche che abbiano retribuito i propri direttori e i collaboratori tecnici sempre con il regime dei 7500 euro.

Le associazioni menzionate, in quanto sostituti d’imposta, sono dunque obbligate ad inviare la Certificazione Unica 2018, nella quale dovranno essere inseriti i compensi corrisposti e le eventuali ritenute e detrazioni operate su tali compensi.

Non devono invece essere indicati nella C.U. i rimborsi per spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

Il termine per l’invio telematico della Certificazione Unica scade come detto il 7 marzo 2018, mentre entro il 3 aprile 2018 l’associazione dovrà consegnare, in duplice copia, la C.U. al lavoratore

La Certificazione Unica (di cui è possibile trovare le istruzioni alla compilazione e i Modelli sul sito dell’Agenzia delle Entrate) dovrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica: per l’invio si consiglia comunque di rivolgersi ad un CAAF o ad altro professionista abilitato.

 

2) Lo “spesometro” 2018: scadenza il 6 aprile

C’è tempo fino al 6 aprile 2018 per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle fatture emesse e ricevute nel secondo semestre del 2017: il termine originariamente previsto per il 28 febbraio viene quindi spostato al 6 aprile del 2018. Questo è quanto ha comunicato l’Agenzia delle Entrate recependo le semplificazioni sul tema introdotte dal D.L. 148/2017.

La comunicazione delle fatture emesse e ricevute (detta anche “spesometro” o “comunicazione polivalente”) è un obbligo al quale sono soggette anche le associazioni, ed in particolare quelle in possesso di Partita IVA e che hanno posto in essere operazioni rilevanti ai fini IVA. Da ciò deriva che le associazioni che svolgono soltanto attività istituzionale, e che quindi sono dotate solo di codice fiscale e non di Partita IVA, non hanno alcun obbligo in materia.

Le associazioni che hanno Partita IVA e che hanno svolto attività commerciale devono quindi inviare la comunicazione in esame, indicando i dati delle fatture di acquisto e di vendita.

Le associazioni che si avvalgono del regime forfetario ex Legge 398/1991 devono comunicare solo i dati delle fatture emesse e non di quelle ricevute. Vi è però un’eccezione per gli acquisti di beni e servizi che tali associazioni effettuano e che sono direttamente riferibili all’attività commerciale da esse svolta: in tal caso i dati relativi a tali fatture di acquisto devono essere indicati nella comunicazione. Nel caso di “acquisti promiscui”, cioè di beni e servizi riferibili sia all’attività commerciale che all’attività istituzionale svolta ed in cui vi possano essere delle difficoltà nell’operare la distinzione degli importi relativi alle due sfere, è possibile (e preferibile) comunicare l’intero importo della fattura.

Mentre per il 2016 lo spesometro aveva cadenza annuale, per il 2017 si è disposta dapprima una cadenza trimestrale per poi prevedere una comunicazione con cadenza semestrale: lo spesometro doveva essere quindi inviato entro il 16 ottobre 2017 (per le fatture emesse e ricevute nel primo semestre del 2017), e dovrà essere inviato entro il 6 aprile 2018 per i dati delle fatture emesse e ricevute nel secondo semestre 2017.

Per il 2018 sarà invece possibile scegliere se optare per una comunicazione con cadenza trimestrale o semestrale: quelli che opteranno per quest’ultima dovranno comunicare i dati delle operazioni effettuate nel primo semestre 2018 entro il 1° ottobre 2018. Il prospetto completo delle scadenze per il 2017 e il 2018 è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Un’altra novità importante, introdotta sempre dal D.L. 148/2017, è data dalla possibilità, in relazione a tutte le fatture di importo inferiore a 300 euro registrate cumulativamente, di comunicare i dati relativi al documento riepilogativo anziché quelli dei singoli documenti.

Lo spesometro per il secondo semestre 2017 dovrà quindi essere trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro il 6 aprile 2018, e la trasmissione dovrà avvenire per via telematica: per l’invio si consiglia di rivolgersi ad un CAAF o ad altro professionista abilitato.

 

3) La Legge sulla concorrenza e l’onere di pubblicazione dei contributi pubblici

 

Nella precedente newsletter abbiamo trattato la questione del nuovo onere imposto alle associazioni dalla Legge sulla concorrenza, che riguarda la pubblicazione sul proprio sito internet entro il 28 febbraio degli apporti economici (di qualunque tipo) ricevuti da pubbliche amministrazioni (e da società controllate, di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, nonché dai soggetti di cui all’art.2-bis del D.lgs. 33/2013), qualora questi superino durante l’anno solare i 10.000 euro.

Tralasciando le evidenti difficoltà interpretative e di applicazione che nascono dalla lettura di una norma poco chiara, la nostra posizione era e rimane quella per cui l’obbligo di pubblicazione scatta dal 28 febbraio 2019 con riferimento alle somme ricevute nel 2018. A tale posizione, frutto di una lettura logica della norma e sostenuta da diversi esperti a livello nazionale, se ne affianca un’altra, sostenuta in modo altrettanto autorevole, che ritiene invece (sulla base dei documenti preparatori della Legge sulla concorrenza) che l’obbligo di pubblicazione scatti già dal 28 febbraio 2018 per le somme ricevute durante il 2017.

Vista la situazione di incertezza che si è venuta a creare, dovuta anche al fatto che non vi è stato in queste settimane alcun chiarimento ministeriale sul tema, e vista soprattutto la possibile sanzione per il mancato adempimento (che è la restituzione delle somme ricevute), si consiglia prudenzialmente di pubblicare sul proprio sito le somme ricevute nel 2017 (sempre se superiori a 10.000 euro) o comunque di attrezzarsi per farlo nelle prossime settimane.

 

A cura di Daniele Erler

 

Pubblicato il: 22/02/2018
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