GRANDE SUCCESSO PER "LA FESTA DEGLI ORTI COMUNITARI"

Sabato 24 marzo si è concluso al MUSE, con una Festa molto particolare aperta a tutta la cittadinanza, il percorso “Orto come bene comune: tra territorio e comunità”. L'iniziativa ha registarto numeri da record e un bel pezzo del mondo del volontariato si è unito per dire che le relazioni si coltivano.

 

Tantissime persone hanno affollato il parco adiacente al museo che per l'occasione si è riempito degli stand di 60 associazioni. 200 i volontari coinvolti e il tutto esaurito al museo, con ingresso gratuito per tutta la giornata.

 

La festa degli orti, organizzata dal Centro Servizi Volontariato in collaborazione con Muse e Comune di Trento, rappresenta il finale di un percorso iniziato ad ottobre 2017 e che "attraverso la metafora dell’orto si prefigge l’obiettivo di coltivare relazioni”, come spiega la nostra coordinatrice Francesca. “Il tema delle relazioni, del prendersi cura è centrale - afferma Francesca- il condividere uno spazio comune come può essere un orto, socializzare, stare insieme, aiuta gli anziani a sentirsi meno soli, i disabili a socializzare, i richiedenti asilo a integrarsi, è un modo per conoscersi e arricchirsi a vicenda”.

 

Di orto e socialità ne sa qualcosa l’associazione  Richiedenti Terra  che condivide uno spazio verde comunale che era stato abbandonato. "Coltiviamo tutti insieme e condividiamo i frutti della terra - spiega Valentina - cerchiamo di promuovere uno scambio intergenerazionale e interculturale".

 

L’Associazione Comun’Orto porta invece l'esperienza di un orto comunitario a Rovereto, nella zona del Brione. Nato per l'integrazione dei richiedenti asilo, "ci si è accorti che promuove la socialità dell'intero rione", spiega un volontario.

 

Tra gli stand anche quelli del "Forno sociale" e della "Sartoria sociale". Pane e biscotti, "e mentre la pasta lievita si parla, ci si incontra, e poi si mangia tutti assieme". E la sartoria, invece, aiuta la professionalizzazione dei richiedenti asilo: è il Centro Astalli a promuovere l'iniziativa.

 

Tra le esperienze di volontariato anche quella dell'associazione Commons. Il progetto era il ripristino di uno spazio degradato della città: "Abbiamo deciso di rivalorizzare un terreno vicino all'Italcementi che era completamentedegradato. Abbiamo impiegato più di un anno a ripulire la zona”.

 

"La costruzione degli orti in verticale e quelli in cassone ha avuto inizio a febbraio del 2017 - spiega una volontaria - e si è conclusa ad aprile dello stesso anno. Ci siamo tutti impegnati molto, facevamo i turni d’estate per innaffiare le piante ma siamo stati ripagati dei nostri sforzi. E' stato uno scambio tra generazioni che ha arricchito bambini e anziani”.
 

Il festival del volontariato, il saggio di tutto quello che ogni giorno promuovono e producono le tante realtà associative sul nostro territorio, è continuato fino a sera, fino all'aperitivo equo e solidale e al concerto dei FunkyTomato.


COLTIVIAMO CON CURA, quindi, è stata prima di tutto una giornata di Festa al MUSE per conoscere il movimento degli orti urbani comunitari e le esperienze di amministrazione condivisa. Una festa aperta per tutti dove si sono potute incntrare le realtà del territorio e di altre parte d’Italia legate al mondo dell’orticoltura urbana, della rigenerazione di comunità e della partecipazione dei cittadini alla cura dei beni comuni. Tutto questo attraverso laboratori, stand, piccoli workshop e chiacchierate con esperti di orti sociali e comunitari.

 

 

Pubblicato il: 28/02/2018
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