Entro il 30 aprile l’approvazione del bilancio e del rendiconto per le raccolte pubbliche di fondi
Il 30 aprile è la data entro la quale le associazioni che hanno un esercizio coincidente con l’anno solare (1° gennaio-31 dicembre) devono approvare il bilancio di esercizio e redigere il rendiconto delle raccolte pubbliche di fondi effettuate nel corso dell’anno precedente.

1) L’approvazione del bilancio di esercizio
a) L’obbligo di approvazione del bilancio
L’art.20, comma 1, del Codice civile prescrive che ogni associazione debba convocare l’Assemblea una volta l’anno per l’approvazione del bilancio: tale obbligo, nonostante sia posto specificamente per le sole associazioni riconosciute (dotate di personalità giuridica) si applica in modo estensivo a tutte le associazioni, e quindi anche a quelle non riconosciute.
Le associazioni che tengono una contabilità di tipo semplificato (entrate-uscite) non sono obbligate a redigere un vero e proprio bilancio (composto da stato patrimoniale e conto economico) ma possono limitarsi ad un semplice rendiconto delle entrate e delle uscite che l’ente ha avuto nell’esercizio precedente.
La Riforma del Terzo settore (ed in particolare l’art.13, comma 2, del Decreto legislativo 117/2017) prevede per la prima volta un limite specifico, fissato in 220.000 euro di entrate annuali, al di sotto del quale un ente del Terzo settore (ETS) può limitarsi a redigere un rendiconto per cassa mentre se le entrate sono pari o superiori a quel valore diventa obbligatorio redigere un bilancio di esercizio vero e proprio (composto da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione). Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che dovrà essere emanato nei prossimi mesi, verranno predisposti degli schemi di bilancio e rendiconto che tutti gli ETS dovranno utilizzare.
Pur non essendoci ad oggi per le associazioni degli obblighi normativi in tema di tenuta della contabilità, proprio per poter redigere in modo corretto e veritiero il bilancio/rendiconto è opportuno che l’ente registri (ad esempio su un registro cartaceo o su foglio excel) le diverse movimentazioni in entrata e in uscita che si sono verificate durante l’esercizio.

b) Il termine di approvazione del bilancio 
Riguardo al termine entro il quale il bilancio deve essere approvato il Codice civile non dice nulla di specifico e quindi si prende come riferimento l’art.2364, comma 2, del Codice civile (dettato per le società), che prevede che l’Assemblea per l’approvazione del bilancio debba essere convocata entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Ciò significa che per le associazioni il cui esercizio sociale coincide con l’anno solare (che sono la stragrande maggioranza) il termine in oggetto scade il 30 aprile: entro tale data dovrà essere convocata l’Assemblea (almeno in prima convocazione) per approvare il bilancio dell’esercizio successivo.
Vi sono comunque associazioni il cui esercizio sociale non coincide con l’anno solare: ciò è frequente ad esempio nelle associazioni sportive, dove l’esercizio solitamente parte da statuto il 1° luglio e si chiude il 30 giugno (ciò rispecchia la durata dell’anno sportivo). In quest’ultimo caso il termine entro cui convocare l’Assemblea per l’approvazione del bilancio non sarà più il 30 aprile bensì il 31 ottobre. 
Il Codice del Terzo settore stabilisce espressamente il termine entro cui il bilancio deve essere approvato, identificandolo in sei mesi dalla chiusura dell’esercizio: tale disposizione però potrebbe essere rivista dal decreto correttivo di prossima emanazione al fine di raccordarla meglio con altre disposizioni dello stesso Codice.    

c) L’iter di approvazione del bilancio
Gli organi coinvolti nel procedimento di approvazione del bilancio sono il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti (se presente), e l’Assemblea.
È compito del Consiglio Direttivo predisporre ed approvare in prima battuta il progetto di bilancio, redigendo apposito verbale da cui risulti tale operazione.
Il Collegio dei Revisori, se presente (è infatti organo eventuale, che può essere o meno previsto dallo statuto), controlla il progetto di bilancio predisposto dal Consiglio Direttivo dando parere positivo o negativo sul documento (sulla base del fatto che il bilancio sia conforme o meno ai documenti e alle scritture contabili). Tale operazione deve risultare dal verbale di tale organo.  
Il progetto di bilancio dovrà infine essere sottoposto all’Assemblea ordinaria per la definitiva approvazione.
L’approvazione da parte dell'assemblea degli associati rende definitivi e non più modificabili il bilancio e i documenti collegati.
Il bilancio non va ad oggi depositato presso alcun ente o istituzione ma deve rimanere agli atti dell’associazione, in libera consultazione per gli associati. La Riforma del Terzo settore prevede per gli enti del Terzo settore (ETS) il deposito del bilancio presso il Registro unico nazionale (RUN), nel momento in cui quest’ultimo verrà istituito.

d) La convocazione dell’Assemblea
È opportuno ora concentrare l’attenzione sulla convocazione e lo svolgimento dell’Assemblea di approvazione del bilancio.
Per quanto riguarda le regole di convocazione si deve sempre seguire quanto scritto nello statuto, che di solito prevede una convocazione per iscritto (mail o lettera) inviata a tutti gli associati e contenente il luogo, il giorno e l’ora oltre che gli argomenti all’ordine del giorno. L’Assemblea viene convocata in due date diverse: per la validità della prima convocazione (della quale deve comunque essere redatto verbale) è richiesto un quorum costitutivo specifico (di solito la metà più uno degli associati) mentre la seconda è valida con qualunque numero di associati presenti.
Il Presidente ed il Segretario, in apertura di Assemblea, devono accertare l’identità dei presenti e la legittima partecipazione, verificando che essi siano iscritti nel Libro degli associati, oltre che la maggiore età e le eventuali deleghe di voto, rilasciate nel rispetto della legge e dello statuto.
È opportuno raccogliere le firme dei presenti su un apposito prospetto redatto in forma libera, da conservare agli atti dell’ente unitamente alla prova dell’avvenuta convocazione.
Nelle associazioni non riconosciute si discute se i consiglieri possano o meno votare il bilancio in Assemblea: un divieto espresso è stabilito dal Codice civile (art.21) per le sole associazioni riconosciute. Per le associazioni non riconosciute, qualora tale divieto non sia previsto espressamente dallo statuto, dovrebbe comunque ricavarsi da evidenti ragioni di opportunità e buon senso: i consiglieri dovrebbero infatti astenersi dal votare un atto che loro stessi hanno predisposto ed approvato in prima battuta e la cui votazione costituisce di fatto l’unico strumento che gli associati hanno per controllare e valutare l’operato del Consiglio Direttivo. 
Dell’Assemblea deve essere redatto il verbale, il quale deve essere completo e riportare i dati del bilancio, la discussione su esso e la decisione adottata (con l’indicazione degli eventuali pareri contrari). Non vi è l’obbligo di vidimare i verbali, i quali devono però sempre essere firmati dal Presidente e dall’estensore.
È possibile trovare i fac-simile relativi al verbale, alla convocazione dell’Assemblea e ad altra modulistica utile nell'apposita sezione del nostro sito. 

2) Il rendiconto per le raccolte pubbliche di fondi
Per le associazioni che hanno l’esercizio coincidente con l’anno solare il 30 aprile è il termine per un altro adempimento importante, ovvero la redazione del rendiconto delle raccolte pubbliche di fondi effettuate l’anno precedente.
Tale obbligo è disposto dall’art.20, comma 2, del D.P.R. 600/1973, e riguarda appunto le raccolte fondi (ex art.143, comma 3, del D.P.R. 917/1986) effettuate nell’anno precedente: per ogni raccolta (si ricorda che queste devono comunque essere occasionali, quindi un’associazione non può organizzarne più di 2 all’anno) deve essere redatto un apposito rendiconto contenente le entrate e le uscite della manifestazione oltre che una breve descrizione dell’evento.  
È opportuno che tale resoconto venga realizzato nei giorni immediatamente successivi alla raccolta ma qualora ciò non avvenga la legge prevede appunto un termine entro cui redigere il rendiconto (o i rendiconti, se le raccolte sono state più di una), che deve essere predisposto entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale
Pur non essendo la normativa chiara sul punto, è opportuno che il rendiconto della raccolta venga firmato dal Presidente dell’Associazione e ratificato dal Consiglio Direttivo.
Sul nostro sito è possibile trovare un fac-simile di rendiconto per la raccolta pubblica di fondi.

A cura di Daniele Erler

Per informazioni:
Tel. 0461 916604
consulenza@volontariatotrentino.it  
Pubblicato il: 12/04/2018
IN PRIMO PIANO
+ Carica vecchie