Dopo l’abolizione dei voucher, quali prospettive per gli enti non profit?

Con il Decreto legge n. 25 del 17 marzo 2017 il Governo ha ufficialmente abolito gli articoli 48, 49 e 51 del Decreto legislativo n. 81 del 2015, relativi alla disciplina del lavoro accessorio e ai cosiddetti voucher.

A far data dal 17 marzo non è quindi più possibile acquistare nuovi voucher (o buoni lavoro); quelli acquistati prima del 17 marzo potranno essere comunque attivati ed utilizzati fino al 31 dicembre 2017.

Nonostante che fra le norme abrogate vi fossero anche quelle relative alle regole per l’utilizzo dei voucher, con un comunicato il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha precisato che nel periodo transitorio (cioè dal 17 marzo al 31 dicembre 2017) l’utilizzo dei voucher dovrà essere effettuato rispettando le disposizioni previste dalle norme oggetto di abrogazione (quindi fino al 31 dicembre si continueranno ad utilizzare le regole precedentemente in vigore).

 

L’abolizione dei voucher, ispirata chiaramente dalla volontà politica di evitare il referendum sul tema (che era previsto per il 28 maggio), ha messo e sta mettendo in difficoltà anche le associazioni e gli altri enti del Terzo settore, che erano soliti utilizzare lo strumento dei buoni lavoro per retribuire le prestazioni lavorative occasionali.

Alle organizzazioni non profit non rimangono a disposizione molti strumenti con cui inquadrare i rapporti di lavoro saltuari e non continuativi di cui esse spesso si avvalgono per svolgere le loro attività.

Nonostante il Ministero del Lavoro abbia annunciato che è allo studio un provvedimento che possa regolamentare e regolarizzare in futuro il lavoro autonomo occasionale, ad oggi l’unica alternativa offerta dalla normativa lavoristica è quella rappresentata dal lavoro autonomo occasionale. Essa, pur comportando una ritenuta fiscale ed una serie di adempimenti per le organizzazioni che intendono usufruirne, permette di retribuire attività lavorative svolte in modo occasionale e non continuativo, svolte senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Ulteriori informazioni su tale rapporto di lavoro, sui limiti e sugli adempimenti che esso richiede, è possibile trovarli leggendo la nostra Newsletter sull’argomento.

 

 

A cura di Daniele Erler

 

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Pubblicato il: 04/05/2017
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