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Quesito settimanale

Perdere la qualifica di ente non commerciale

QUESITO:
Un’Associazione operante nel settore dell’assistenza sociale organizza settimanalmente incontri di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza, con cessione di beni di valore variabile ed a corrispettivo fisso. Gli introiti annuali derivanti dalle operazioni di cessione sono calcolati come superiori alle entrate di carattere istituzionale, consistenti nelle quote associative e nel contributo da Ente pubblico. Si domanda, escludendo la sussistenza della qualifica di Onlus in capo all’Associazione, quali conseguenze potranno emergere dalla prevalenza economica delle operazioni di cessione.

RISPOSTA:
La mancata qualifica di Onlus in capo all’Associazione non consentirà di considerare le entrate dalle cessioni dei beni quali “commerciali e produttive marginali”, ovvero “direttamente connesse di natura accessoria”. Stante, altresì, la abitualità delle operazioni, le somme introitate assumeranno valenza commerciale con l’ulteriore rischio di perdita, per l’Associazione, della qualifica fiscale di Ente non commerciale ai sensi dell’articolo 149, comma 1, del DPR n.917/1986 (TUIR). Ciò in quanto, con richiamo ad uno dei parametri di cui al comma 2 del citato articolo 149 TUIR, i ricavi commerciali parrebbero prevalere, in raffronto ad un intero periodo di imposta, sulle entrate di natura istituzionale, confluendo l’Associazione nel novero fiscale degli Enti commerciali. Tale mutamento di qualifica avrà effetto a partire dal periodo di imposta nel quale saranno venute meno le condizioni di identità di Ente non commerciale, con onere di assoggettamento a tassazione della totalità delle entrate alla stessa stregua di società commerciale.
 

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