

Piazzetta Leonardo Da Vinci, 2 - 38122 Trento
Tel. 0461.916604 - Fax. 0461.390993
E-mail: info@volontariatotrentino.it
ORARI: Lun - Ven 8.30/12.30 - 14.00/18.00

Programmazione strategica 2011 - 2013
Come noto i CSV sono nati con La legge 266/91 con la funzione di sostenere e qualificare il volontariato ed il Decreto Ministeriale dell’8 ottobre 1997 ha individuato i loro ambiti d’intervento: • la promozione della cultura della solidarietà e del volontariato • la consulenza ed assistenza qualificata, l’accompagnamento alla progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività • la formazione dei volontari • l’informazione e la documentazione sulle attività di volontariato locale e nazionale
La loro attività implica quindi una dimensione di servizi per rispondere alle esigenze delle associazioni ed, allo stesso tempo, un ruolo di interprete e promotore di una riflessione comune sulle opportunità ed i problemi dello sviluppo dell’azione volontaria sullo sfondo del contesto storico e sociale che la società civile sta attraversando oltre che delle peculiarità del volontariato locale.
Occorre quindi adottare una visione strategica nella quale confluiscano le azioni coerenti con i bisogni e le aspettative del volontariato e degli altri portatori d’interessi, stabilire gli interventi secondo un criterio di efficacia, destinare le risorse a disposizione in modo efficiente rispetto alle priorità individuate nel breve ma anche nel medio periodo, ricercare quelle azioni utili per la crescita e la diffusione del volontariato ed una sua maggior conferma sociale nell’ambito delle politiche di sviluppo del territorio.
Il CSV della provincia di Trento ha adottato il suo iniziale piano pluriennale nel 2009, tra i primi a livello nazionale, che adesso riteniamo opportuno adeguare alla luce di alcuni importanti fattori verificatisi nel corso di quest’anno.
In primo luogo occorre citare il nuovo accordo nazionale ACRI-Volontariato sul finanziamento dei Centri di Servizio che, per quanto riguarda il nostro centro, prevede risorse lievemente superiori a quanto è stato impiegato mediamente negli ultimi tre anni. Ma l’aspetto forse più importante è la stabilizzazione delle risorse per gli anni a venire: l’accordo infatti ha una durata di sei anni e presume una sostanziale sicurezza dei finanziamenti. Sicuramente un risultato positivo rispetto all’accordo precedente che, seppur assegnava proventi leggermente più alti (ricordiamoci peraltro che siamo in una fase di riduzione delle risorse del paese e conseguentemente delle disponibilità delle fondazioni di origine bancaria), le risorse definivano definite anno per anno ad esercizio inoltrato, frenando di fatto una pianificazione di medio termine. Altro punto saliente dell’accordo riguarda la realizzazione di un sistema distributivo di natura premiale, finalizzato ad incentivare le pratiche più virtuose dei CSV, i cui criteri saranno definiti entro il 2011 di concerto tra le parti.
Inoltre, il CSV di Trento ha sentito il bisogno d’interrogarsi su quanto fatto in questi anni di operatività, da cui è stato impostato un programma di valutazione delle attività svolte con lo scopo di fornire elementi per
• valutare la coerenza tra attività svolte e mission istituzionale del centro;
• valutare la coerenza tra obiettivi del piano di sviluppo, attività svolte e risultati conseguiti;
• fornire indicazioni per valutare l’impatto delle attività svolte sullo sviluppo del volontariato trentino;
• fornire indicazioni per il miglioramento continuo delle attività del CSV.
Il lavoro è stato commissionato al Prof. Luca Fazzi dell’Università di Trento e, parallelamente, il Comitato di Gestione ha svolto un’indagine autonoma con finalità simili.
Indipendentemente dai giudizi espressi, ancorché sostanzialmente positivi, da queste analisi sono uscite indicazioni strategicamente utili, ed è quello che interessa in questo contesto di programmazione, in ordine alle attività dei prossimi anni.
OBIETTIVI E METODO DELLA PROGRAMMAZIONE
La pianificazione rappresenta il modo in cui gli organismi fissano la scelta di una prospettiva strategica dello sviluppo delle loro attività e, per quanto ci riguarda, aiuta a:
• chiarire gli intenti e le priorità che si vogliono perseguire fondati sul contesto in cui opera il volontariato locale, le sue peculiarità, i suoi punti di forza e di debolezza
• indicare un percorso di medio termine, favorendo la concentrazione delle risorse sulla realizzazione dei fini prefissati ed evitando di disperdere su iniziative occasionali e contingenti
• migliorare la coerenza del processo decisionale
• favorire l’efficienza e l’efficacia delle iniziative poste in essere
Il percorso di costruzione viene suddiviso nelle seguenti fasi
1. analisi e sintesi delle due relazioni di valutazione delle attività del CSV e stesura di una bozza di discussione della direzione e dello staff
2. discussione ed approfondimento da parte del Consiglio Direttivo
3. delibera del Consiglio Direttivo
4. discussione ed integrazione con le associazioni di volontariato trentine iscritte all’Albo ed al Registro provinciale
5. discussione ed deliberazione assembleare
6. inoltro al Comitato di Gestione per la verifica di legittimità/coerenza ed ammissione al finanziamento
Riteniamo che in futuro sia opportuno coinvolgere nel processo di programmazione anche altri portatori interessi rappresentativi della società civile.
I PRESUPPOSTI DELLA PROGRAMMAZIONE 2011 - 2013
Riteniamo che impostare correttamente un piano strategico, significhi innanzitutto esaminare quanto fatto in questi anni e sinteticamente valutare i punti di forza e di miglioramento. Ci aiutano i documenti di valutazione delle attività 2007-2009, in particolare quella del Prof. Fazzi dalla quale estraiamo alcuni elementi che possono facilitare l’indentificazione dei possibili obiettivi futuri:
• la struttura è in termini relativi onerosa ed ha un peso rilevante sul bilancio del CSV. Allo stesso tempo i dati comparati con altri centri a livello nazionale indicano come essa sia ridotta al minimo indispensabile (per non dire sottodimensionata) e non possa essere ulteriormente ristretta. La stabilità degli operatori evidenzia anche un buon clima organizzativo che costituisce il presupposto per operare in modo efficace e promuovere la produttività.
• Un elemento di debolezza è rappresentato indubbiamente dalla rete dei referenti territoriali che riescono a presidiare poco il territorio, perché sono poco visibili e il loro contributo è vincolato a un monte ore strutturalmente limitato dall’esiguità della remunerazione economica. Anche i rapporti con gli operatori di sede non appaiono radicati e gli snodi di contatto con i servizi del CSV sono poco conosciuti da parte del volontariato locale.
Occorre ricordare in proposito le ragioni dell’istituzione della figura dei referenti all’inizio dell’attività dell’attuale ente gestore: e cioè la necessità di recuperare immagine e credibilità rispetto alla situazione precedente. Inoltre i dati raccolti dimostrano la tendenza del volontariato periferico a contattare direttamente la sede centrale per i servizi, in ciò facilitati dalla diffusione dei mezzi di contatto informatici e telefonici.
• I servizi di consulenza e accompagnamento riscuotono del più alto livello di soddisfazione da parte dei beneficiari e sono erogati in grande numero quantitativamente. Il CSV ha maturato elevate competenze specifiche in questo settore diventando un punto centrale di riferimento del volontariato trentino.
• Il servizio di informazione è molto strutturato in particolare nella forma delle news-letter che risultano essere molto apprezzate dal volontariato locale ed il sito web è aggiornato.
• I servizi di formazione hanno coinvolto un elevato numero di persone ed è un dato positivo. L’area è tuttavia anche quella che presta il maggior fianco alla critica di non completa copertura territoriale. Se da un lato molti servizi vanno a rispondere a richieste avanzate dal territorio in regime di risorse sostanzialmente scarse, dall’altro sarebbe opportuno aumentare il focus verso quelle aree da cui provengono minori istanze in modo da favorire un’analisi più approfondita del fenomeno e verificare se e come è possibile intervenire.
Per completezza d’informazione menzioniamo che l’area formazione è strutturata su due livelli. Da un lato la formazione “specialistica”, regolata da un bando che sostiene le iniziative di formazione delle associazioni e che nel 2009 ha mobilitato circa 900 volontari. Poi la formazione “trasversale” attivata direttamente dal centro, o in co-progettazione con le associazioni, su temi su temi generali e tesa ad aumentare le competenze del volontariato. Quest’anno sono stati individuati tre temi (la progettazione, la comunicazione ed il bilancio sociale) attivando 14 corsi diffusi sul territorio provinciale, che stanno riscontrando, al momento, una adesione variabile da 10 ad oltre 40 iscritti.
• Con la promozione si sono realizzate le principali attività finalizzate a promuovere il collegamento orizzontale tra le associazioni di volontariato. Inoltre in questo settore si registra anche analiticamente la maggiore capacità del CSV di mobilitare risorse aggiuntive a quelle istituzionali su obiettivi condivisi con altri enti, ad es. il progetto di promozione del volontariato giovanile sviluppato con il Comune di Trento. Sono partiti diversi progetti finalizzati alla promozione di reti tra enti che andranno sicuramente ampliate essendo al momento su ambiti specifici d’intervento, quali ad esempio la sanità. Il problema è quello del coordinamento e della strutturazione di tali attività che richiedono un impegno organizzativo e umano importante e rimandano al problema del rapporto tra dotazione di risorse umane ed economiche e l’estensione e la varietà delle richieste e delle opportunità d’intervento esistenti sul territorio.
• La mole di attività svolta da CSV nel corso del triennio è molto ricca ed articolata. Sono state svolte tutte le attività istituzionale e fornite risposte a una domanda di ampia dimensione. Più difficoltoso è stato il raggiungimento di alcuni obiettivi strategici e il consolidamento di alleanze trasversali con le diverse istituzioni del territorio. Occorre peraltro tener presente il vincolo delle risorse economiche, che rileva con chiarezza che il CSV del Trentino opera nella condizione, per certi versi paradossale, di dover rispondere al volontariato più ricco, eterogeneo e frammentato a livello italiano con una dotazione di risorse tra le più basse. Questo dato non è marginale perché rimanda direttamente al raggio d’azione che è possibile richiederli ed al tipo di obiettivi che realisticamente esso è in grado di perseguire.
IL PIANO STRATEGICO 2011-2013
Rispetto alle valutazioni sopraesposte ci sembra poter indicare alcune piste strategiche di indirizzo per il prossimo triennio che, senza volerle considerare separate poiché s’intersecano reciprocamente tra loro, possiamo sintetizzare:
• costruzione di un nuovo sistema di alleanze. E’ molto importante che continui l’investimento di risorse e attenzione verso l costruzione di alleanze strategiche con i principali portatori di interesse del territorio: la provincia autonoma di Trento, le nuove Comunità di Valle, la Fondazione Caritro con la Fondazione Trentina per il volontariato in particolare, le principali Casse Rurali. Molti progetti che potrebbero impattare sul mondo del volontariato e sulla sensibilizzazione dei giovani nei confronti dello stesso richiedono uno sforzo che il CSV da solo difficilmente è in grado di profondere date le sue dimensioni e la sua attuale dotazione economico finanziaria. E’ dunque fondamentale che insieme all’impegno di promuovere le reti del volontariato locale il CSV rinforzi le relazioni interistituzionali e interorganizzative sia nella fase di progettazione che di realizzazione degli interventi.
• attenzione verso la territorializzazione degli interventi Si tratta di un aspetto delicato delle strategie di sviluppo del CSV perché con le risorse a disposizione è difficile aumentare ulteriormente il già elevato livello di copertura del volontariato locale. Tenendo conto di questo vincolo il focus si pone sulle alleanze territoriali (con gli enti pubblici locali, le Casse Rurali, le reti locali del volontariato e del terzo settore al fine di colpire un nodo della rete del volontariato locale che potrebbe fungere da moltiplicatore di azioni e risorse anche nelle zone periferiche.
• la promozione dell’innovazione e del ruolo attivo del volontariato rispetto alle emergenze locali Infine è da evidenziare l’importanza strategica di indirizzare una parte degli sforzi del CSV verso il sostegno non solo alle domande di servizi in quanto tali, ma anche verso l’innovazione e l’assunzione di un ruolo proattivo del volontariato locale rispetto alle emergenze sociali e economiche contingenti. Il rischio del prevalere di un’immagine conservativa e poco propositiva del volontariato è insito in diversi processi che caratterizzano il fenomeno in questa fase storica e che sono enfatizzati in provincia di Trento dalla forte e importante presenza del welfare pubblico e dei contributo economici erogati in grande massa dalla provincia in favore della fasce sociali meno abbienti. E’ importante pertanto rilanciare con decisione l’immagine più attiva del volontariato come soggetto che sta stare sulle problematiche sociali emergenti (nel corso dell’ultimo periodo ad esempio la crisi economica) con rigore e attenzione, e per fare questo può essere utile bandire annualmente un concorso di idee a tema a cui dedicare una parte delle risorse di sostegno alla progettazione.
• incremento della partecipazione da parte del volontariato locale. Il CSV del Trentino può contare oggi su una base sociale più ampia e estesa rispetto al passato. L’aumento dei soci dovrebbe continuare a costituire un obiettivo prioritario dell’azione perché più fidelizzata e ampia è la base sociale maggiore è la capacità di cogliere e interpretare le esigenze e le potenzialità di collaborazione del volontariato locale. Pare importante dunque elaborare alcune strategie specifiche di sensibilizzazione degli enti di volontariato per estendere la base sociale e aumentare la responsabilizzazione delle stesse nei confronti del funzionamento e dei risultati dei programmi implementati dal CSV.
A queste piani, che possono essere considerati gli assi portanti dell’attività del centro nei prossimi anni aggiungere:
• mantenimento dei servizi di base al livello raggiunto in questi anni senza stravolgere la struttura per non creare vincoli troppo rigidi e stringenti sulle risorse disponibili
• pubblicizzazione del ruolo del CSV Nonostante sia chiaramente registrabile un progressivo consolidamento del CSV nella realtà locale è importante continuare e intensificare le azioni volte alla pubblicizzazione del centro e del volontariato in generale anche attraverso l’organizzazione di eventi da cui possano nascere eventualmente progetti strategici con le istituzioni locali anche forieri di nuovi finanziamenti da indirizzare a favore del volontariato locale.

